Il Tirreno

Grosseto

La bimba contesa è un caso europeo

La bimba contesa è un caso europeo

Le diplomazie al lavoro per far modificare la legge di origine nazista dello “Jugendamt”

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Lorenzo Santorelli

ROCCASTRADA. La decisione del Tribunale dei minori di Firenze di far rimanere Jasmin con la madre a Roccastrada in attesa di una sentenza definitiva sul suo affidamento non ferma il lavorio diplomatico attivatosi per intervenire sullo Jugendamt, l'’ufficio di sorveglianza della gioventù della Germania. Un istituto creato nel 1939 da Heinrich Himmler, fondatore delle Ss, il cui operato nelle dispute legali aventi al centro i minori è stato descritto più volte come discriminatorio nei confronti dei genitori non tedeschi. Tre eurodeputati italiani politicamente trasversali, Leonardo Domenici del Pd, Niccolò Rinaldi dell'Idv e Cristina Muscardini del Pdl, su impulso del presidente della Provincia di Grosseto Marras ieri mattina hanno depositato presso la Commissione europea un'interrogazione che, partendo dal caso di Jasmin, chiede di rivedere lo stesso Jugendamt.

La Commissione è composta da 27 commissari, uno per ogni paese membro dell'Unione europea, che hanno responsabilità per settori politici specifici. Tra i compiti attribuitigli c'è quello di proporre atti legislativi con l'obiettivo di difendere gli interessi dei cittadini nelle questioni che non possono essere gestite efficacemente a livello nazionale, regionale o locale, secondo il principio della sussidiarietà. A partire dal caso della bambina di otto anni nata nel nostro paese da madre italiana e padre tedesco, sposatisi anch'essi in Maremma ma da mesi sulla via della separazione legale, l'interrogazione pone alla Commissione alcune questioni sulla liceità dello Jugendamt.

A cominciare dal fatto che a Parisa, la madre, non sia stata concessa la possibilità di un contraddittorio ed in considerazione del malessere manifestato dalla bambina, i tre europarlamentari domandano, per assicurare il diritto di famiglia, se «i dubbi espressi da molti cittadini europei circa il carattere iniquo e l'effettiva capacità di tutela del minore delle procedure impiegate dallo Jugendamt non presenti elementi in alcun modo contrastanti con la tutela del minore, a norma della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà».

Inoltre il rimpatrio di Jasmin, senza che alla bambina fosse mai stato chiesto di esprimere la propria opinione nel merito, potrebbe essere in contrasto con i regolamenti comunitari che si rifanno alla Convenzione de L’Aja del 25 ottobre 1980 sulla sottrrazione internazionale di minori. Infine alla Commissione viene chiesto di «illustrare quali sono stati i progressi normativi fatti nella creazione di uno spazio giudiziario comune in materia di diritto di famiglia». Marras, che si trova a Bruxelles ha detto di voler provare a «risolvere il problema specifico e dare un contributo serio al miglioramento del corpo normativo europeo sugli affidamenti familiari. Se per patrocinare la vicenda di Jasmin riusciremo anche a promuovere la riforma della normativa tedesca, avremo raggiunto un doppio obiettivo».

Nel pomeriggio di ieri il presidente della Provincia ha incontrato anche il mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori, l’onorevole Roberta Angelilli del Pdl. «Ha ascoltato con grande attenzione l’illustrazione che ho fatto della vicenda giudiziaria e mi ha confermato che il suo ufficio ha già seguito altre vicende simili riguardanti lo Jugendamt». «Siamo rimasti d’accordo di mantenerci in contatto permanente – conclude Marras - per dare continuità all’azione di sensibilizzazione delle autorità europee e tedesche».

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