Il Tirreno

Grosseto

I carrozzieri uniti contro Monti

Cna e Confartigianato: «Rc Auto, le norme ledono i diritti degli automobilisti»

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Maggiori costi e minore libertà di scelta per i consumatori. Alterazione dei principi della concorrenza per le imprese di autoriparazione: lo denunciano le associazioni dei carrozzieri di Confartigianato e Cna, che lanciano l’allarme e promuovono un’azione politico/sindacale per scongiurare la conferma del decreto liberalizzazioni in materia di Rc Auto. «Il decreto sulle liberalizzazioni – spiega Nevio Bernardini, presidente autoriparatori di Cna – impone una grave limitazione agli automobilisti coinvolti in sinistri, ledendo i loro diritti di libera scelta sulla gestione del sinistro stradale e di riflesso danneggiando le aziende di autoriparazione e le carrozzerie, da noi rappresentate. I consumatori infatti possono scegliere se optare per un risarcimento “in forma specifica”, che prevede la riparazione dell’automobile direttamente da parte della compagnia assicurativa presso officine convenzionate, oppure per il risarcimento “per equivalente”, che comporta il pagamento al cliente, da parte della propria assicurazione, della somma necessaria alla riparazione del danno. In quest’ultimo caso, però, le nuove disposizioni prevedono una riduzione del rimborso pari al 30%. Tutto ciò ha delle importanti e gravi ripercussioni sull’automobilista: le compagnie di assicurazioni hanno oggi un’arma in più per far sottoscrivere ai propri clienti contratti assicurativi che prevedono l’obbligo di recarsi solo presso le carrozzerie convenzionate».

«Così si altera in maniera evidente la libera concorrenza nel mercato dell'autoriparazione – denuncia  Roberto Malfetti, presidente carrozzieri di Confartigianato – e si penalizza sia la libertà e la sicurezza dei consumatori sia le imprese di autoriparazione indipendenti che verranno indebolite nella competizione con quelle convenzionate con le compagnie di assicurazione. Confartigianato e Cna e la categoria dei carrozzieri non chiedono privilegi o regole più favorevoli, ma che sia riconosciuto il loro ruolo, la loro indipendenza e libertà d’impresa».

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