Sicurezza
Conto alla rovescia per la sfilata di carri
Il bell’esempio del rione Centro e le polemiche: «Va bene una sana rivalità, ma bisogna parlare di più»
FOLLONICA
Il carnevale apre i battenti. Non da adesso, ma già da qualche tempo, dando modo agli appassionati di Arlecchino e Pulcinella di salire sul carro dei festeggiamenti. C’è una storia dietro alle maschere e ai fantocci di cartapesta sul golfo e la protagonista vuole che sia da esempio per gli anni a venire. Lei si chiama Monica e da 12 anni collabora con il rione Centro. «Tifo per il mio rione, ma in generale adoro il carnevale e mi piacerebbe che questo evento diventasse qualcosa di veramente importante per Follonica e per il territorio». Secondo Monica infatti «ha moltissime potenzialità: è una risorsa fondamentale per il periodo invernale e va sfruttata per il meglio». Ma anche tutelata e in questo senso occorre partire dal cuore della festa: i rioni. «I carristi lavorano con pochi soldi e a scappa tempo, solo per passione e divertimento, facendo i miracoli per costruire un carro». Ma come ogni buon cuore anche i rioni pulsano sia buon sangue che sangue acido. Secondo la nostra protagonista i rioni «sono anche il principale problema del carnevale, perché a volte il dialogo non si crea e manca collaborazione e coesione. Manca uno spirito di gruppo per creare una bella squadra, che possa mandare avanti la festa e farla crescere sempre di più». Bene la sana rivalità, «ma le assurde polemiche che nascono tutti gli anni spero che prima o poi lascino lo spazio alle belle rappresentazioni come piano piano sta accadendo». Monica ne è l’esempio. «Abito a Gavorrano e qui già da tre anni si è creato un gruppo di persone che lavorano con passione e divertimento per il carnevale follonichese. Infatti il carro del rione Centro è interamente formato dalle ragazze di Gavorrano e i costumi sono stati fatte dalle mamme ». Le stesse, poi, «insieme alle bimbe sul carro parteciperanno alla sfilata». Monica parla «di un piccolo miracolo». «Per alcuni questa notizia potrà sembrare poco importante, ma è veramente qualcosa di magico, vedere le mamme che cuciono i vestiti, che risparmiano la stoffa, che si informano telefonando per studiare le coreografie». Per di più, «quest’anno non ci sarà solo Gavorrano nel carnevale ma anche Grosseto, con la scuola di circo Mantica, i suoi allievi e altri amici», che «parteciperà con il rione Centro al carnevale ».
La storia di Monica potrebbe essere il primo passo di un lungo cammino. Quanto meno è quello che la nostra protagonista si augura. «Facciamo tutti una corretta politica, meno polemiche e inutili critiche. Apriamo le porte per davvero a tutte le persone che lavorano per il carnevale, salvaguardando i rioni ma lasciando anche spazio alle idee nuove».
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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