Il Tirreno

Grosseto

Una valanga bianca Amiata in ginocchio

Una valanga bianca Amiata in ginocchio

Nevicata da record: 80 cm a monte Labbro, mezzo metro in molti Comuni Scuole chiuse, blackout elettrico e alberi schiantati. Anche i sindaci spalano

4 MINUTI DI LETTURA





di Fiora Bonelli

CASTEL DEL PIANO

Buona parte dell’Amiata in ginocchio per la nevicata record che ha sommerso la montagna nella notte di martedì. I fiocchi hanno continuato a cadere ininterrottamente per tutto il giorno, costringengo persino i primi cittadini dei Comuni interessati a spalare la neve. Difficoltà nelle comunicazioni, black out elettrico, telefoni in tilt, alberi letteralmente triturati sotto il peso della neve. Una coltre che va dagli oltre 80 cm che hanno ricoperto i poderi di monte Labbro, che hanno sommerso la frazione di Bagnolo, al mezzo metro e più di Semproniano e le sue frazioni, come Castell’azzara e Selvena, Santa Fiora. Fino ai circa 30 cm di Arcidosso, Casteldelpiano, Roccalbegna e Cinigiano. Oltre che la neve preoccupa l’allerta ghiaccio, che sarebbe una rovina sia per la circolazione che per l’ambiente (e si pensa in specie agli oliveti). Grande difficoltà anche per spalaneve, trattori, camion, non indenni da incidenti. Uno di essi, che si è traversato a Poggio La Bella, è stato messo in strada dopo ore e a Semproniano uno spalaneve, stretto dalla neve alta e impossibilitato a muoversi, è stato, alla fine, liberato dai mezzi comunali. Molti i poderi isolati, alcuni dei quali liberati solo in tarda giornata. Danni notevoli per gli alberi: le pinete di Castell’azzara sono state decimate, tanto che il sindaco Marzio Mambrini parla di danno ambientale irreparabile. Sono letteralmente crollati sotto il peso della neve, anche alcuni alberi che costeggiano la strada interna che porta alla cascata d’acqua d’Alto nel comune di Arcidosso, aumentando il gran daffare degli operai.

Tutti gli otto sindaci dell’Amiata grossetana hanno pubblicato un’ordinanza di chiusura delle scuole: Casteldelpiano, Arcidosso, Seggiano, Roccalbegna, per due giorni (mercoledì e giovedì), Santa Fiora, Castell’azzara, Semproniano e Cinigiano per 3 giorni (mercoledì, giovedì e venerdì). I mezzi provinciali hanno liberato le strade di loro competenza, ma le difficoltà maggiori, sia per pochezza di mezzi meccanici, sia per imprevisti di vario tipo si sono avute nei centri abitati.
Semproniano
risulta fra i più colpiti: frazioni e capoluogo rimaste senza corrente elettrica fin dalla notte di martedì. Ripristino verso le 13, ma intanto per buona parte della giornata riscaldamenti in panne, telefoni cellulari alimentati da un ripetitore elettrico fuori servizio, e paura per l’approvvigionamento di acqua perché la pompa va a corrente elettrica. Il sindaco Bellini fin dalle 5 di mattina ha lavorato con trattori e pale insieme al personale di Comune e Provincia. «Ci siamo preoccupati di portare aiuto alle case isolate o dove c’erano persone anziane». Nonostante i disagi, gli uffici comunali sono rimasti aperti, sebbene computer, telefono e fax fossero inutilizzabili. «Abbiamo dovuto – spiega il sindaco – registrare il testo dell’ordinanza di chiusura delle scuole, altrimenti senza un fax la direzione di Santa Fiora non l’avrebbe accettata».

A Castell’azzara elettricità in tilt e 8 mezzi affittati dal Comune per affrontare la situazione: «Paghiamo due volte – spiega il sindaco Marzio Mambrini – La prima per affittare i mezzi e pagare le squadre di spalatori; la seconda per chiamare i camion che portano via i mucchi di neve dal centro storico». Un salasso per le magre casse comunali. L’anno scorso ci vollero13.000 euro per la neve. Senza contare l’irreparabile danno della perdita delle nostre pinete. «Sono crollate a decine – prosegue il sindaco – spaccate e troncate.

A Santa Fiora (da 80 cm a mezzo metro di neve) ci si è messo pure il black out elettrico: «Un camion spazzaneve si è traversato – afferma il sindaco Verdi – e due macchine di servizio si sono rotte. Abbiamo, dunque, perso tempo nel lavoro, ma cerchieremo di recuperare in giornata. Il territorio è vasto ma abbiamo 3-4 mezzi nostri e 5-6 li abbiamo affittati da imprese private. Pensiamo di poter fronteggiare al meglio la situazione».

Ad Arcidosso è stato attivato il supporto della cooperativa assieme al lavoro dei volontari. «Il centro storico lo abbiamo liberato in gran aprte a mano – spiega il sindaco Landi – Ma abbiamo avuto emergenze di alberi spezzati in gran quantità: alla cascata, alla Torricella. E poi poderi isolati e le strade impervie di Monte Labbro, Salaiola, Macchie».

A Seggiano il centro storico è stato liberato con le pale da due operai del Comune. «C’è preoccupazione per il ghiaccio – spiega il sindaco Daniele Rossi – Se arriveremo davvero a 10 gradi sotto zero, non so come fronteggeremo la situazione».

Si è spalato a mano anche a Cinigiano: «Abbiamo pochissimi mezzi a disposizione: ma la protezione civile ha liberato le strade provinciali», afferma il sindaco Silvana Totti.

«Situazione sotto controllo – afferma il sindaco di Roccalbenga Massimo Galli – Solo qualche podere isolato, che contiamo di liberare in giornata e così le frazioni».

Il comune più “tranquillo” è Casteldelpiano, dove la neve ha colpito meno: «Solo una ventina di centimetri – afferma il sindaco Claudio Franci – Non abbiamo particolari problemi, i mezzi e gli operai soono attivi, le strade provinciali liberate dalla protezione civile. Non mi risultano poderi isolati».
Anche i sindaci si sono rimboccati le maniche. Oltre a Bellini, pala in mano anche per il sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi e per quello di Arcidosso Emilio Landi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze