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da empoli alla maremma

Furti con chiavi alterate In carcere i georgiani

Furti con chiavi alterate In carcere i georgiani

di Lucia Aterini EMPOLI Si erano così specializzati che riuscivano a entrare negli appartamenti senza forzare le serrature e senza fare alcun rumore. A monte di tutta questa abilità c’era un’organizza...

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di Lucia Aterini

EMPOLI

Si erano così specializzati che riuscivano a entrare negli appartamenti senza forzare le serrature e senza fare alcun rumore. A monte di tutta questa abilità c’era un’organizzazione di georgiani che, partiti dai furti nei negozi con le borse schermate, aveva fatto un salto di qualità ed erano passati a razziare le case. In tutta la penisola, anche in Toscana, anche a Grosseto. Come anche a Bari a Padova. Base di questa banda era Empoli, definita da loro stessi una “Piccola Georgia”.

21 tra arresti e denunce. La polizia, dopo sei mesi di indagini portate avanti dall’ufficio anticrimine del commissariato di Empoli, ha messo fine all’organizzazione. Sono stati arrestati sette georgiani di età compresa tra i 27 e i 39 anni, tutti irregolari (5 in carcere e 2 ai domiciliari). Tra loro anche due donne. 14 persone sono state poi denunciate. A capo dell’organizzazione Alex Imedze, detto Aleka, 36 anni, anche lui clandestino. Nelle loro abitazioni, a Empoli, la polizia ha recuperato orologi, gioielli in oro e pellicce per un valore di circa 10.000 euro. Oggetti anche di valore come Rolex e anelli Bulgari. Più sono stati trovati anche molti computer, sempre provento dei furti.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli arrestati, accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto, uso di documenti falsi e ricettazione, erano specializzati nella tecnica del «lockpicking», che consiste appunto nell'aprire senza alcuna effrazione le porte blindate delle abitazioni, utilizzando chiavi alterate e grimaldelli. Sempre in base a quanto emerso, come ha spiegato il dirigente del commissariato Maurizio Di Domenico, l'associazione era ben strutturata: c'era chi si occupava di eseguire i furti, chi ne curava la pianificazione preventiva acquisendo notizie utili sugli appartamenti da svaligiare, e chi si dedicava, in particolare le due donne arrestate, all'occultamento e alla ricettazione della refurtiva. Aleka e gli altri avevano anche la possibilità di far venire altre personedalla Grecia e dal Portogallo. Mentre magari coloro che entravano nell’occhio della polizia, sparivano per un periodo. Oppure ancora avevano capacità di scambiarsi i ruoli. Non solo: l’organizzazione funzionava anche come mutuo soccorso. Se qualcuno veniva arrestato, la sua famiglia poteva attingere da un fondo comune.Nel corso delle perquisizioni delle abitazioni, la polizia ha identificato altri otto georgiani irregolari. E adesso sono in corso gli accertamenti per risalire ai maremmani derubati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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