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Condannato per i 120 grammi di cocaina negli slip

Condannato per i 120 grammi di cocaina negli slip

GROSSETO Era sceso dal treno regionale arrivato da Pisa carico di 120 grammi di cocaina, scoperti dal cane antidroga della guardia di finanza che lo attendeva alla stazione. La sostanza stupefacente...

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GROSSETO

Era sceso dal treno regionale arrivato da Pisa carico di 120 grammi di cocaina, scoperti dal cane antidroga della guardia di finanza che lo attendeva alla stazione. La sostanza stupefacente era nascostanegli slip, in un involucro di nastro marrone: dentro, c'erano due pacchettini da 50 grammi di droga già tagliata e pronta per essere immessa sul mercato per 166 dosi: in base alle tabelle di legge, tale quantitativo (una dose media contiene 150 milligrammi) avrebbe consentito di fare consegne a 50 clienti. Ce n'era abbastanza per arrestare Servet Gjini, 30 anni, cittadino albanese residente a Saronno ma dimorante a Pisa, che infatti fu messo in carcere per poi finire ai domiciliari e quindi con il solo obbligo di dimora a partire dall'estate scorsa. Gjini venne fermato intorno alle 13 del 24 novembre 2010. Assistito dagli avvocati Palagini e Nitto di Pisa, ha partecipato all'udienza preliminare davanti al giudice Pasquali, che lo ha processato e condannato con il rito abbreviato. Tre anni la pena, più 14mila euro di multa, la confisca e la distruzione della droga. Confiscato anche il telefono cellulare con il quale, per stessa ammissione dell'imputato, Gjini teneva i contatti con i destinatari. Secondo le motivazioni del giudice adesso depositate, Gjini non aveva altro motivo di viaggiare verso Grosseto con un tale quantitativo di droga se non per eseguire una consegna e dunque è pienamente giustificata l'ipotesi di detenzione a fini di spaccio. Anche se le finalità di spaccio erano state ammesse durante l'interrogatorio di convalida, l'albanese non aveva fatto nomi. E il giudice ha valutato negativamente l'omessa indicazione del fornitore: «non è credibile che questi non avesse conoscenza quanto meno del fornitore dello stupefacente. L'affidamento di un incarico così delicato come la consegna di un quantitativo decisamente non minimo di cocaina presuppone un rapporto di fiducia con la persona che eseguirà il trasporto e quindi una conoscenza reciproca sulle parti. Il silenzio mantenuto sul fornitore è pertanto significativo di un inserimento non occasione in un ambiente criminale dedito a questo genere di reati» . Impossibile dunque concedere le attenuanti fatta eccezione per quelle generiche, in considerazione dell'età dell'imputato.

P.S.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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