Il dolore
A Massa Marittima la nuova imposta è ancora un’incognita
A Massa Marittima la tassa di soggiorno invece è ancora un’incognita. Nell’incontro pubblico di martedì sera, organizzato per illustrare ai cittadini i cambiamenti nelle imposte, il sindaco Lidia Bai...
A Massa Marittima la tassa di soggiorno invece è ancora un’incognita. Nell’incontro pubblico di martedì sera, organizzato per illustrare ai cittadini i cambiamenti nelle imposte, il sindaco Lidia Bai ha messo ben in chiaro che per quanto riguarda il settore turistico «nulla è ancora deciso», sottolineando «la volontà ed il forte impegno dell’amministrazione per il mantenimento della qualità dei servizi per i cittadini, nonostante una politica centrale che privilegia i grandi comuni mettendo in forte difficoltà i piccoli». Un argomento che interessa molti commercianti e operatori a Massa, alcuni di questi già con il dente avvelenato per il piano parcheggi. In ogni caso non sono mancati altri spunti di dibattito, offerti dal decreto Salva-Italia del governo Monti. «Manca ancora chiarezza negli ultimi provvedimenti emessi dal governo – spiega l’assessore al bilancio Giacomo Michelini - e ciò pone le amministrazioni locali in una situazione di grande indecisione, non avendo riferimenti attendibili sulle entrate, elemento questo indispensabile all’inizio di questo anno per costruire il bilancio di previsione 2012». Entrando nel dettaglio. Michelini ha mostrato i tagli già accesi nel 2011 (oltre 280mila euro in meno di trasferimenti erariali rispetto al 2010), prevedendo per il 2012 un taglio di ulteriori 565mila euro. L’assessore è poi entrato nel vivo delle fasce Imu spiegando che rispetto all’Ici sono previste 3 aliquote di legge: una di base pari a 0,76 per cento; una ridotta per abitazione principale e una pertinenza, dello 0,40 per cento con una flessibilità di 0,2 punti percentuali. E’ poi prevista una detrazione di 200 euro oltre a una detrazione di 50 euro per ogni figlio fino a 26 anni residente nell’immobile per un massimo di 400 euro; per i fabbricati rurali strumentali all’esercizio dell’attività agricola, prima esenti dalla tassa, l’aliquota è ora allo 0,2 per cento, con la possibilità di ridurla allo 0,1. Insomma, numeri e percentuali che per quanto noiose hanno ottenuto l’attenzione dei cittadini. «Siamo tutti consapevoli della gravità della crisi economico-finanziaria in atto – ha concluso Michelini- e dell’entità dei sacrifici che siamo chiamati a fare per rialzare le sorti del nostro paese». (a.f.)
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