Sicurezza
Rischia di saltare la cassa integrazione Proteste in banchina
PORTO SANTO STEFANO Molta confusione, molta improvvisazione ed anche qualche prepotenza nel mondo della pesca, in crisi sia a livello nazionale che locale. Questo sciopero iniziato la settimana...
PORTO SANTO STEFANO
Molta confusione, molta improvvisazione ed anche qualche prepotenza nel mondo della pesca, in crisi sia a livello nazionale che locale.
Questo sciopero iniziato la settimana scorsa ha da finire o deve continuare fino alle estreme conseguenze?
Non c'è unanimità su questo interrogativo. Molti pescatori vogliono rimanere a terra, molti altri vorrebbero andare in mare. Qualcuno in mare è andato anche oggi.
Comunque questa mattina è stato raggiunto un compromesso tra varie marinerie : i motopesca rimarranno inattivi fino a giovedì, poi chi vuole andare in pesca che vada pure. Proprio giovedì il ministro Mario Catania parlerà con gli armatori, di pesce, mare, fondali, reti, barche, nell'ambito della Fiera Agricola di Verona.
Sì perché la pesca fa parte del ministero delle politiche agricole. Secondo quello che dirà il ministro le marinerie da pesca italiane decideranno se proseguire nella loro protesta o terminarla.
Intanto all'Argentario le barche rimarranno ferme fino a giovedì compreso. Ma per quanto riguarda le marinerie toscane, il colloquio di lunedì pomeriggio con l'assessore regionale Salvadori, ha aperto qualche prospettiva favorevole.
Sul tappeto sono stati posti: il problema della distanza minima dalla costa che in caso di condizioni meteomarine avverse scenderebbe a meno di un miglio per consentire agli equipaggi di ritirare le reti dopo essersi ridossati; la formazione di Gruppi di Azione Costiera per lo sviluppo della pesca nel rispetto dell'ambiente per i quali vi è un forte stanziamento della comunità europea; lo stanziamento di 100 milioni di euro da assegnare a quei Comuni che faranno servire nelle mense scolastiche il pesce locale ed infine misure compensative sul versante socio-economico.
Assessore e armatori si rivedranno tra un mese per verificare le misure che la Regione è disposta ad adottare.
Infine il 17 febbraio, il governo incontrerà le varie associazioni di categoria della pesca per una verifica a 360 gradi delle problematiche che affliggono il settore.
A questa situazione di crisi da questa mattina si aggiunge un'altra brutta notizia che se confermata potrebbe essere la classica goccia che fa traboccare il vaso.
Si sussurra che dal 2013 il fermo biologico non sarà più assistito dalla Cassa Integrazione.
Una notizia, che se fosse confermata, aprirebbe uno scenario ancor più desolante per gli uomini che ogni giorno sfidano il mare per permettere a tutti di gustare pesce fresco e preparare piatti deliziosi.
Senza cassa integrazione, senza cioè le tutele garantite dagli ammortizzatori sociali, andare avanti inq uesto comparto sarà sempre più difficile.
Renzo Wongher
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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