Sicurezza
Protesi al cobalto «Non si usano al Misericordia»
In riferimento alla notizia che da alcune settimane è stata diffusa dai media nazionali, su protesi d’anca “al cobalto” difettose e nocive per la salute dei cittadini, la Asl 9 di Grosseto precisa che «negli ospedali del territorio provinciale non sono mai state usate protesi di quella marca e con quella composizione»
GROSSETO. In riferimento alla notizia che da alcune settimane è stata diffusa dai media nazionali, su protesi d’anca “al cobalto” difettose e nocive per la salute dei cittadini, la Asl 9 di Grosseto precisa che «negli ospedali del territorio provinciale non sono mai state usate protesi di quella marca e con quella composizione». «Le protesi in oggetto – spiega il responsabile dell’ortopedia del Misericordia, Pier Giorgio Londini - sono state prodotte da un’unica ditta e, nello specifico, si riferiscono ad un modello particolare fatto con una lega di cromo, cobalto e molibdeno. Occorre quindi non generalizzare il problema alla globalità delle protesi d’anca e tanto meno per i pazienti trattati presso l'ospedale di Grosseto e negli altri presidi della Asl 9». In particolare, all’ospedale del capoluogo, negli ultimi 2 anni sono state impiantate oltre 350 protesi d’anca di vari modelli e ditte. «Ma si i tratta sempre di protesi di ultima generazione, mai sperimentali – aggiunge Londini - in lega ti titanio, che non crea rilascio di cromo. Nelle protesi totali, l’accoppiamento testa femorale– acetabolo, da noi preferito è quello con il polietilene di ultima generazione ed eventualmente con la ceramica».
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