La manifestazione
Giudice di pace via da Arcidosso: è legge
Lo Stato taglia l’ufficio, al Comune servono 100mila euro per pagarsi il servizio. Landi: «L’Unione valuterà una soluzione»
di Fiora Bonelli
ARCIDOSSO
Adesso il timore è legge: il giudice di pace scompare ufficialmente da Arcidosso. Lo scorso 25 gennaio il consiglio dei ministri ha approvato la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, tagliandone 800 in tutta Italia e quattro in provincia di Grosseto. Oltre ad Arcidosso, sotto la scure della “razionalizzazione” cadono i giudici di pace di Pitigliano, Massa Marittima e Orbetello (l’elenco è consultabile sul sito del ministero della giustizia).
Che il giudice di pace fosse destinato a scomparire dai piccoli comuni era nell’aria da mesi e per salvarlo in Amiata si erano mosse, anche di recente, le forze politiche e non. Aveva fatto sentire la sua voce pure un gruppo di avvocati, ritenendo che la presenza del giudice fosse una risposta importante alle numerose necessità di questo territorio.
Visto che il servizio interessa molti Comuni dell’Amiata grossetana, l’Unione speciale si era impegnata ad informarsi sulla possibilità di mantenere ad Arcidosso il giudice e lunedì mattina c’è stato, a Grosseto, un “abboccamento” fra il presidente della Conferenza dei sindaci Amiata grossetana, Emilio Landi, e il presidente del tribunale.
«In seguito a questo taglio restano in piedi solo i giudici di pace dei comuni capoluogo di provincia», spiega Landi. «Lo perde addirittura Volterra. A questo punto ci sarà il decreto di soppressione e avremo tempo 60 giorni per prendere decisioni».
Ma la faccenda è veramente complicata. Se da un lato, infatti, la norma dà la possibilità ai comuni che lo vogliono di poter avere un giudice indicato dal ministero secondo gli elenchi e le graduatorie, dall’altro però quel giudice, pare, dovrà essere retribuito dagli stessi comuni.
«Siamo ancora in fase di verifica dei costi - spiega Landi - ma se, come sembra, il mantenimento del giudice spettasse ai Comuni, si toccherebbero i 100mila euro di impegno e la cifra è importante». Perché, poi, vi è in quell’ufficio (che ad Arcidosso era già messo a disposizione gratuitamente dal comune) la necessità di altre due persone per cancelleria e segreteria. «E le disposizioni - avverte Landi - sono perentorie. Da una parte non negano di avere un giudice ai comuni che ne facciano richiesta, ma dall’altro dicono che non vi deve essere per questo nessun incremento di spesa pubblica. Questo quadro e queste informazioni che sono, comunque, work in progress, le riferirò alla Conferenza dei sindaci dell’Unione speciale dei comuni e valuteremo tutti insieme il da farsi».
Bisogna avere ben chiaro quanti denari e quante risorse, anche di personale, siano necessarie per mantenere ad Arcidosso questo servizio. «E non è neppure poca cosa - conclude il sindaco - che finora il Comune abbia messo a disposizione gratuitamente la sede nella quale è, ad oggi, ospitato il giudice di pace. Anche quello è un costo».
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