Il Tirreno

Grosseto

Condannati per i 17 appartamenti di Marina

Condannati per i 17 appartamenti di Marina

I proprietari del complesso riconosciuti colpevoli del solo reato ambientale, assolti i tecnici

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MARINA DI GROSSETO

Due imputati condannati per il reato ambientale e cinque assolti al termine del procedimento penale per gli abusi che sarebbero stati commessi nella realizzazione di un immobile in via dell'Elba a Marina di Grosseto (in zona a vincolo dunque, e di notevole interesse pubblico, senza permesso di costruire e senza il nulla osta dell’autorità preposta al vincolo): 17 appartamenti ricavati dopo la demolizione di un fabbricato preesistente di due piani fuori terra, portati a 4 con un piano pilotis e un sottotetto. Il giudice Puliatti ha condannato a 8 mesi Roberto Cappelli, imputato in qualità di amministratore della Leon d'Oro srl proprietaria dell'immobile e committente delle opere, firmatario delle Dia del 2007 e del 2008, presidente del cda e legale rappresentante della Scav Prema, società esecutrice delle opere, nonché progettista e direttore dei lavori; 8 mesi anche a Alessandro Mecacci, amministratore della Leon d'Oro srl. Entrambi sono stati riconosciuti colpevole della sola violazione del reato ambientale (pena sospesa a entrambi, non menzione solo per Mecacci).

La sanatoria ha invece estinto il reato edilizio contestato a Cappelli e Mecacci ma anche a Gian Paolo Fornasiero e Lino Bevilacqua, tecnici comunali incaricati dell'istruttoria (varianti comprese), coinvolti dalla Procura perché - ritenuti obbligati a controllare la legittimità e i titoli autorizzatori - avrebbero invece omesso i controlli. Fornasiero e Bevilacqua sono stati assolti dai reati ambientali perché il fatto non costituisce reato. Invece, secondo il giudice Puliatti non hanno commesso il fatto Rossana Chionsini, responsabile per il Comune del procedimento amministrativo iniziale; Antonella Montemaggi, presidente del cda della 5 Stelle srl precedente società proprietaria e firmataria della Dia onerosa; e Mauro Masetti progettista firmatario di quella Dia.

Il pm onorario Bartalini aveva chiesto 8 mesi e 10 giorni per tutti meno che per Masetti e Montemaggi (assoluzione). In giudizio si era costituita come parte civile la società Lualda di Betti Luca & Alessio sas (avvocati Santi Laurini-Dragotta). Cappelli e Mecacci erano difesi da Giorgi, Fornasiero da Valle, Bevilacqua da Costa, Montemaggi e Masetti da Bottoni, Chionsini da Tamburro.

P.S.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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