Il Tirreno

Grosseto

Rivoluzione pensioni stop ai contanti ora serve il bancomat

Dal 7 marzo le somme superiori ai 1.000 euro accreditate su conti correnti e libretti, tempi brevi per informare l’Inps

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di Gianni Parrini

GROSSETO

Per anni hanno gestito piccole e grandi risorse con il sistema fai-da-te dei "mucchietti" di denaro: 200 euro per la spesa, 100 per i nipoti, 250 per la casa, 50 euro da parte e via dicendo. Tra un mese, però, gli anziani che riscuotono più di mille euro di pensione dovranno abituarsi a non avere più i soldi in mano e a ragionare con pin, conti correnti e bancomat. La legge n. 214 del decreto "Salva Italia", infatti, impone alle pubbliche amministrazioni di usare sistemi di pagamento virtuali per corrispondere stipendi, pensioni e compensi di importo superiore ai 980 euro (per chi percepisce cifre inferiori non cambia niente). Anche le Poste dovranno adeguarsi. La data fissata per questa rivoluzione è il 7 marzo e l'Inps ha già iniziato la corsa contro il tempo per informare i pensionati coinvolti dalla novità, prima che il loro tradizionale pellegrinaggio agli uffici postali si riveli un buco nell'acqua. Secondo i dati dell'osservatorio dell'istituto di previdenza, in provincia di Grosseto sono 78.101 i cittadini che percepiscono la pensione e 14.969 quelli che hanno importi superiori ai mille euro. Tra questi, molti sono già abituati a ricevere direttamente sul conto corrente o sul libretto postale i soldi, ma di sicuro non tutti.

E per non farsi cogliere impreparati gli interessati dovranno comunicare quanto prima all'Inps di quale modalità di accredito intendono avvalersi. Tre le opzioni a disposizione: accredito su conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile. Una volta effettuata la scelta, la si dovrà comunicare all'Inps entro il 29 febbraio o tramite il sito (www.inps.it) se si ha già un pin identificativo, oppure presso una struttura territoriale dell'istituto, in alternativa vanno bene anche banche e uffici postali. E chi non si sarà messo in regola entro il 7 del mese prossimo, rischia seriamente di rimanere a corto di contanti.

Dunque, c'è poco da fare: nonni e over 60 dovranno "bancarizzarsi": imparare a memoria i codici del bancomat, prendere confidenza con le tastiere digitali degli sportelli, modificare la geografia dei propri spostamenti.

I fautori della proposta, sottolineano che in questo modo diminuiranno i furti fuori dalle poste (il 96% del totale secondo il presidente dell'Inps) e termineranno le code agli sportelli. Resta il fato che vi saranno comunque disagi e che per i pensionati aumenteranno anche le spese dato che nonostante promesse e ipotesi di legge, al momento sono ancora pochi i conti bancari a "costo zero" e che la spesa media annua è calcolata in 123 euro. «Il governo ha voluto fare un bel regalo alle banche – spiega l'avvocato Marco Festelli, di Confconsumatori Grosseto – L'idea della tracciabilità del denaro è senz'altro giusta, ma di certo non è tra i pensionati che si nasconde l'evasione fiscale: si tratta di somme già tracciate e di importo modesto. Qual è la situazione a Grosseto? Molti cittadini si sono già attrezzati, credo che solo un 20% sia sprovvisto di un conto o di un libretto. Il consiglio è quello di fare una scelta oculata valutando i costi e le opzioni che le varie banche mettono a disposizione. In ogni modo siamo a disposizione dei cittadini che hanno bisogno di indicazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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