Attenzione
Pescatori, oggi si decide sullo sciopero
Dopo gli incontri di ieri la marineria locale valuta se riportare le barche in mare e riprendere le attività ittiche
di Renzo Wongher
PORTO S. STEFANO
La decisione se le barche della pesca a strascico dell'Argentario rimarranno in banchina o riprenderanno il mare è slittata a questa mattina. Ieri sera una riunione dei pescatori ha visto la marineria locale molto indecisa sul da farsi anche perché i colloqui intercorsi nella giornata di ieri in Comune e soprattutto in Regione hanno avuto un esito giudicato soddisfacente. Ma andiamo con ordine.
Ieri mattina le barche erano ancora ferme mentre una rappresentanza dei pescatori di Porto Santo Stefano si è recata Firenze, unitamente a quelle di Livorno e di Viareggio, per un colloquio con l’assessore della Regione Toscana Gianni Salvadori. Un'altra folta rappresentanza di pescatori santostefanesi, invece, si è recata in corteo fino al palazzo comunale ed è stata ricevuta dal sindaco Arturo Cerulli. Ha parlato per tutti Antonio Manno, uno dei maggiori operatori della filiera della pesca il quale ha spiegato i motivi della protesta: «Una volta – ha fatto osservare Manno – le barche un minimo profitto lo davano. Oggi purtroppo la totalità delle aziende non ha nessuna possibilità di chiudere il bilancio in positivo. Perché? Per prima cosa il gasolio è aumentato del 75% nell'arco di un anno e due mesi ed infine perché il mercato è in forte ribasso». Manno ha pure dichiarato che «la delegazione che si è recata a Firenze chiederà che alcune leggi regionali vengano modificate. Le nostre aziende sono ferme già da una settimana e rischiano un tracollo pauroso».
Dopo l'intervento di Manno è intervenuto il sindaco del promontorio: «L'Argentario è preoccupato di questa situazione perché chiaramente, come si vede anche dalle presenze qui dentro, il problema è generalizzato e riguarda una grossa fetta di lavoro dell'Argentario. Qui non si parla di servizi e di terziario ma di attività primaria. La pesca è l'unica vera industria del nostro Comune. Capisco che i sacrifici sono necessari però mi sembra che anche questa volta vengono colpite le categorie più deboli. La pesca di oggi non è più la pesca d'oro di una volta. Oggi è un attività veramente difficile. Quindi da parte nostra, quello che possiamo fare è dare un supporto all'azione dei pescatori. Rimane chiaro che il comune può far ben poco, è lo Stato che deve decidere il da farsi».
Il sindaco ha poi voluto fare una forte sottolineatura: «Per quanto riguarda il mare ad oggi non c'è nessun inquinamento nelle nostre acque dovuto al naufragio della Costa Concordia. Il mare di questa zona continua ad essere limpido come era prima e abbiamo piena fiducia che le operazioni sulla nave da crociera si svolgano senza creare ulteriori incidenti. Noi stiamo facendo tutto il possibile affinché il nome del pescato dell'Argentario mantenga il suo prestigioso marchio di bontà». A questo punto dai pescatori è venuta la richiesta che nelle mense scolastiche, negli ospedali, negli asili e in altri luoghi venga consumato il prodotto pescato dalle loro barche «invece dei filetti di pesce che nemmeno si sa da dove vengono». Il sindaco ha replicato che l’iniziativa proposta può essere adottata ed a sostegno delle richieste dei pescatori dello strascico presenterà nel prossimo consiglio comunale una mozione ad hoc che una volta approvata sarà inviata al governo centrale.
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