Il Tirreno

Grosseto

Affitto d’oro, ma i locali son vuoti

Arcidosso, minoranza contro il Comune: «Spesi 80mila euro per l’ex caserma sfruttata solo in parte»

3 MINUTI DI LETTURA





di Fiora Bonelli

ARCIDOSSO

Il Comune di Arcidosso spende per due anni 80mila euro di affitto da pagare alla Provincia di Grosseto per uno stabile solo parzialmente utilizzato. «Uno spreco», lo definisce senza mezzi termini la lista di minoranza “Tradizione e innovazione”, lista civica guidata dal capogruppo Michele Nannetti. «Bisogna valutare tante componenti e allargare l’ottica per valutare tutte le entrate e le uscite», replica la maggioranza arcidossina.

Della questione, diventata ormai un punto fisso all’ordine del giorno delle assemblee consiliari, se ne è parlato anche nell’ultimo consiglio comunale tenuto ad Arcidosso venerdì scorso. Dove, di nuovo, sono stati espressi due punti di vista agli antipodi.

Il nodo del contendere sta nella struttura dell’ex caserma, anche ex sede del convitto, trasferito, poi, all’albergo Giardino, per il quale viene pagato dalla Provincia il canone di affitto.

«I vecchi locali, praticamente inutilizzati - tuona Michele Nannetti capogruppo della minoranza - sono costati all’amministrazione 80mila euro di affitto in due anni, dal 2008 al 2010, pagati alla Provincia che ne è proprietaria. Poi per un anno e mezzo, dal 2010 ad oggi, sfruttati solo per un terzo e costati 75mila». Questo quanto spiega la minoranza.

La risposta della maggioranza arriva su spiegazione del sindaco di Arcidosso, Emilio Landi. «La minoranza fa solo un conto relativo all’affitto del locale dell’ex caserma. Soldi in uscita. Ma noi facciamo queste considerazioni: quando il convitto si trasferì al Giardino, lasciando l’ex caserma, la Provincia si rese disponibile per pagare un canone d’affitto importante, ma ci chiese di partecipare, dandole una mano. Ci tenemmo, dunque, come comune, la struttura pagando regolare affitto, anche perché c’era, al momento, la possibilità, poi sfumata di aprire un comando della guardia di finanza che avrebbe potuto prendere domicilio lì. E anche in previsione di allargare il convitto a convittrici donne ci pareva opportuno tenerci una struttura adeguata».

Nel frattempo il Comune ristruttura il complesso e ci trasferisce l’ufficio di collocamento, con i servizi Asl e quelli della protezione civile.

«Praticamente - spiega Landi - restano vuote due o tre stanze. Lo stiamo utilizzando al meglio. Poi c’è da mettere in bilancio tutti gli interventi “compensativi”, diciamo così, che la Provincia ci ha fatto, soprattutto nel settore della viabilità».

La minoranza rimprovera all’amministrazione che fra il pagamento del canone per due anni e l’utilizzo della struttura non c’è stata contemporaneità. «Ma noi i progetti ce li avevamo - spiega il sindaco - come quello per la guardia di finanza, e se poi abbiamo dovuto cambiare percorso sta nell’ordine delle cose».

«Infine - conclude Landi - c’era un contratto da onorare. Credo, dunque, che la minoranza debba mettere tutte queste cose nei riquadri del bilancio su questa faccenda, senza limitarsi a fare una moltiplicazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze