Il dolore
«Triplicati i costi per i consulenti»
I soci di Maresì e i Verdi fanno i conti in tasca al Comune: spese lievitate soprattutto per il parco centrale e per il Piuss
di Paola Villani
FOLLONICA
Nei tre anni di governo Baldi il Comune ha triplicato le spese per consulenze esterne.
A far notare l’aumento delle uscite dell’amministrazione follonichese sono nuovamente i soci della Mare Sì, che ultimamente non perdono giorno per perorare la loro causa.
Villaggi chiusi, quindi meno introiti per l’indotto economico cittadino e in più si spende tanti soldi per gli incarichi esterni. La loro tesi è questa.
Ad onor del vero c’è da segnalare che negli ultimi tempi ci sono spese riguardanti il progetto relativo al Piuss (piani integrati di sviluppo urbano), in pratica quello che riguarda il Parco Centrale, che sono tra le voci importanti in questo elenco. Quelle che pesano di più sulle casse dell’amministrazione.
«L'amministrazione comunale - spiega il presidente della cooperativa Mare Sì, Ottavio Verdi - in questo momento chiede sacrifici ai cittadini, ma non fa niente per incentivare l'occupazione, visto che i villaggi sempre più probabilmente resteranno chiusi. E sembra ignorare quel principio di rigore nella spesa pubblica imposto dalle leggi anticrisi. Nei quasi tre anni di governo (da metà 2009 a tutto il 2011) la giunta Baldi ha più che triplicato le spese per incarichi e consulenze esterne, comprese quelle legali. E questo nonostante la presenza di un direttore generale esperto e di persone qualificate sui banchi di giunta e consiglio. Perché in momenti di crisi si sono spesi tanti soldi affidando incarichi a professionisti esterni, invece di sfruttare le ottime professionalità interne del Comune, al cui libro paga ci sono due architetti, un ingegnere ed un avvocato? I numeri parlano da soli: nel 2009 sono stati 32 gli incarichi e consulenze esterne per una spesa totale di circa 250mila euro, di cui 34per incarichi legali».
E continua. «Nel 2010 gli incarichi e consulenze esterne sono lievitati a 51 per un totale di oltre 460mila euro. Di questi, oltre 86mila se ne sono andati per spese legali. E veniamo ai 51 incarichi e consulenze esterne del 2011. L'anno scorso il totale di spesa è stato di circa 860mila euro di cui oltre 68mila per spese legali. E i follonichesi, pagano».
Quello che dicono dal Mare Sì quindi è che questo Comune spende tanti soldi in un momento in cui la crisi si fa sentire. E dal coro esce anche un’altra voce che è in netto dissenso, ovvero quella dei Verdi, che proprio per la questione dei villaggi è uscita dalla coalizione di centrosinistra. «Inizialmente abbiamo condiviso il programma elettorale della giunta Baldi - dice Fernando Bolognesi, coordinatore provinciale dei Verdi - ma dopo due anni di mancata realizzazione delle promesse e le continue quanto opportune lamentele dei cittadini, abbiamo deciso di uscire dalla coalizione. A proposito dei villaggi chiusi, Mare Sì e Veliero, abbiamo chiesto al Comune i riferimenti normativi che secondo l'amministrazione sostengono la sua linea dura e che comporta la mancata riapertura delle strutture. Ci hanno tolto la parola e a quel punto abbiamo capito che era assurdo restare nella coalizione a quelle condizioni. Secondo noi le pretese dell'Amministrazione non hanno un supporto giuridico. Nel 2011 abbiamo avuto il 25% in meno di introiti legati al turismo e molto è dipeso dai villaggi chiusi. Io mi occupo di sicurezza sul lavoro e a Follonica le imprese sono molto preoccupate per la difficile situazione economica».
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