Il Tirreno

Grosseto

Sanità, bufera in consiglio «L’ospedale non si tocca»

C’è timore che il Pronto soccorso di Castel Del Piano venga smantellato Franci: «Solo ipotesi, ma chiederemo una modifica del Piss regionale»

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di Fiora Bonelli

CASTEL DEL PIANO

Il Pronto soccorso al centro del consiglio comunale di venerdì sera; una polemica sulla sanità introdotta dalle comunicazioni del sindaco Claudio Franci reduce da una recentissima audizione alla IV Commissione della Regione.

Il motivo del contendere resta appunto quello del Pronto soccorso, che secondo la bozza di piano regionale ancora da approvare, inserisce i piccoli ospedali del grossetano in categoria A, quelli per i quali non è previsto un Pronto soccorso, ma un Punto di emergenza territoriale. «Ma bisogna ancora vedere cosa sia questo Pet (punto di emergenza territoriale), – ha dichiarato Franci, sostenuto, poi, dal capogruppo Pd Rustichini – perché per ora ne parliamo senza sapere la sua fisionomia effettiva e il servizio che offre. Il Piano regionale, infatti, traccia le linee generali, ma lascia nel vago i particolari».

Ma sono proprio questi particolari ad allertare la minoranza che continua a scalpitare, temendo una nuova debacle dell’ospedale. Gli interventi di Ginanneschi, Frediani e Monaci dell’opposizione, hanno messo in chiaro il bisogno di intervenire a livelli ufficiali per stoppare il continuo stillicidio della struttura. Ginanneschi ha proposto di muoversi come Commissione sanità e ha esortato a chiedere con determinazione, per Castel del Piano, un Pronto soccorso come il direttore Mariotti promise mesi fa. La novità, muoversi come Società della Salute provinciale, l’ha messa sul banco il sindaco Franci: «Partendo dal presupposto che stiamo ragionando su un piano sanitario che non classifica certamente Castel del Piano da solo, ma traccia le linee generali della questione sanità a livello regionale, invito tutti a pensare questa sanità sia come ospedale dove ci si ricovera sia come sanità territoriale: la diagnostica, la radiologia, gli ambulatori (abbiamo una cardiologia superlativa, ha rammentato Franci), tutto questo funziona e bene. Qualcosa che non funziona c’è e sono situazioni da monitorare. Inoltre non è in discussione la chiusura dei piccoli ospedali. Rimarranno tutti (a parte un’eccezione nel lucchese). E rimarrà il nostro con tutti i suoi letti di medicina. Ma per restare in piedi come ospedale abbiamo dovuto anche accreditarci rispetto alla struttura. Qui sta il motivo degli investimenti fatti anche nel Pronto soccorso».

Certo i correttivi al Piss ci vogliono. «Tutto questo ci convince anche di più a avanzare proposte di correttivi al Piss. Io come presidente della Società della Salute, chiederò alla direzione della SdS provinciale di predisporre un documento che contenga sollecitazioni a modificare alcuni punti. Ci sono più questioni possibili da affrontare di cui il Pronto soccorso è una parte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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