Il Tirreno

Grosseto

Pesucci a giudizio per la quarta volta

Sarà processato il 21 marzo insieme ad altri 8 imputati per una presunta corruzione legata ad appartamenti ad Arcille

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di Pierluigi Sposato

GROSSETO

E sono quattro. Quattro rinvii a giudizio. Dopo il processo con rito immediato per "Amici miei" relativo ai presunti abusi connessi agli appalti pubblici che lo portò anche in carcere (prossima udienza 10 ottobre), dopo quello con altri 8 imputati per il caso Nuova Arcille (26 settembre), dopo quello che si aprirà il 22 febbraio per le delibere che lo nominarono "superdirigente" (imputati anche il sindaco attuale, Fabrizio Tistarelli, e l'ex dirigente Emanuele Barone), l'ex sindaco di Campagnatico, Elismo Pesucci, vede aprirsi un quarto fronte. Alle 12,30 di ieri il gup Marco Mezzaluna (che, pur essendo da gennaio alla sezione lavoro, aveva tenuto questo ultimo fascicolo perché proveniente da un rinvio del 23 dicembre) ha disposto il rinvio a giudizio di Pesucci per un'altra vicenda di presunta corruzione, questa legata ai quattro appartamenti di via Vergherai ad Arcille. Finirà davanti al collegio del Tribunale il 21 marzo. Si tratta di quattro appartamenti costruiti da Nofri su un terreno di proprietà di Pesucci che avrebbe intascato una "tangente" (la differenza di 61.400 euro tra il valore di mercato e quello pagato) in cambio dell'attivazione di Pesucci e altri funzionari per volumetrie eccedenti («appena 32 metri cubi di volumi esclusivamente tecnici», lamenta la difesa) e di lavori pubblici affidati illecitamente.

Con lui altri 8 imputati. Lorenzo Nofri, impresario edile; Emanuele Barone, ex dirigente dei lavori pubblici; Lorenzo Racioppi, in qualità di responsabile per il Comune del procedimento; Roberto Serafini, istruttore del procedimento stesso; Giampietro Corsetti, progettista e direttore dei lavori. Tutti per la corruzione sostenuta dal pm Stefano Pizza. Pesucci, Racioppi, Serafini, Nofri, Corsetti ma anche Alessio Bruni, perché dirigente dell'ufficio urbanistica, ed Enrico Comandi, committente dei lavori, devono rispondere dell'abuso edilizio. Infine Lorenzo Nofri, Yuri Nofri ed Enrico Comandi devono rispondere delle tamponature alle aperture dei vani ritenuti abusivi nel seminterrato che avrebbero comportato una frode per occultare gli abusi al momento del sopralluogo (2010).

Dice Bruno Leporatti, difensore del principale indagato: «Il giudice ha avuto qualche perplessità ma ha comunque deciso per il rinvio a giudizio. L'unica cosa che posso dire è che ho l'impressione che questo dibattimento non sarà diverso da quelli che stiamo vedendo con Pesucci imputato». Il riferimento è alle carte che compongono il fascicolo principale e che entrano più o meno direttamente nelle altre ramificazioni. L'avvocato Carlo Valle anticipa a questo proposito che potrebbero esservi delle eccezioni di incompatibilità perché i giudici - che dovrebbero essere all'oscuro giuridicamente - di fatto già conoscono le carte. Le "perplessità" rilevate dalla difesa altro non sono che i limiti giurisdizionali legati alla funzione del gup, cioè quelli che il giudice ha avuto nel valutare le tesi di accusa e difesa e nel ravvisare in ciascuna elementi di validità e dignità. Non potendo emettere sentenza all'istante, ha demandato al dibattimento il compito di accertare la verità. Gli altri difensori sono Arcioni, Giorgi, Oneto e Tamburro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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