Sicurezza
«Occorre far presto per scongiurare gravi conseguenze»
ISOLA DEL GIGLIO Dopo la Regione, la Provincia e le associazioni che rappresentano i naufraghi, anche Legambiente si costituirà parte civile. «Le responsabilità della Costa Crociere - spiega Angelo...
ISOLA DEL GIGLIO
Dopo la Regione, la Provincia e le associazioni che rappresentano i naufraghi, anche Legambiente si costituirà parte civile. «Le responsabilità della Costa Crociere - spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale - saranno accertate dalla magistratura, ma quello che è certo è che un danno ambientale purtroppo c'è già, e non potrà certo gravare sulla collettività ma essere risarcito dai diretti responsabili. Ci riferiamo non solo al possibile, gravissimo disastro che potrebbe avvenire con lo sversamento del carburante, ma anche alla contaminazione delle acque, della flora e fauna marina, da parte dei rifiuti e delle sostanze tossiche e pericolose che giorno dopo giorno si stanno riversando in mare». Non solo: Legambiente invita anche il Comune del Giglio, il Parco dell'Arcipelago Toscano e gli altri enti locali ad attivarsi per richiedere il risarcimento dei danni e per dare più forza alle ragioni delle comunità locali e dell'ambiente. Intanto però, com'è nella natura stessa dell'associazione, Legambiente si preoccupa per l'emergenza inquinamento. «Occorre agire con la massima urgenza. - continua Gentili - Le acque, infatti, cominciano a diventare fortemente maleodoranti ed è sempre più urgente ridurre significativamente la quantità di rifiuti presenti. Apprezziamo lo sforzo del commissario all'emergenza Gabrielli, che si sta impegnando significativamente per fronteggiare gli allarmi ambientali, e anche la nomina di Giampiero Sammuri come responsabile della filiera di rifiuti per la nave è senza dubbio un fattore positivo, e siamo certi che il dirigente saprà limitare al massimo i danni, ma occorre fare presto».
Preoccupato per l'emergenza ambientale al Giglio è anche l'uomo del settore in Legambiente: Umberto Mazzantini, responsabile isole minori. «Il rischio di una grande discarica riversata in mare è a oggi molto alto, con tutte le gravi conseguenze per la fauna e la flora marina, e occorre scongiurarlo al più presto. Occorre, tramite analisi delle acque all'interno e all'esterno della nave, stabilire la presenza di sostanze pericolose come oli, tensioattivi, cloroderivati, e quelle legate alla putrefazione delle derrate alimentari e ai reflui. Occorrerà inoltre predisporre un percorso chiaro per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti sull'isola e poi sulla terra ferma, per poter procedere allo smaltimento».(a.f.)
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