Sicurezza
L’appello ai creditori degli operai del Consorzio
Domani cominciano le procedure per votare il concordato della cooperativa Le rsu: «Se i cantieri ripartono ci sarà lavoro anche per le altre aziende»
di Francesca Gori
GROSSETO
Lo sanno bene i dipendenti del Consorzio Etruria che lunedì si giocherà il loro futuro. E questa volta, dopo il silenzio dei mesi che hanno seguito la decisione di ricorrere al concordato preventivo per salvare la cooperativa e il posto, hanno deciso di parlare. Sono i rappresentanti sindacali unitari a prendere la parola e a rilanciare l’appello condiviso anche dalla Cgil e dalla Legacoop. Un invito rivolto ai creditori del gruppo a votare.
«Domani i creditori della cooperativa saranno chiamati ad esprimere il loro assenso alla proposta di concordato preventivo - scrivono i rappresentanti dei lavoratori - Si tratta di un appuntamento importante, che possiamo definire decisivo per le sorti dei circa 300 soci e dipendenti della nostra cooperativa e di alcune centinaia di lavoratori delle aziende dell’indotto delle costruzioni. Il percorso compiuto da giugno scorso ad oggi è stato sicuramente doloroso sia per noi lavoratori, che oggi ci troviamo in cassa integrazione, che per i creditori, ma esiste una prospettiva concreta perché questa cooperativa, su basi completamente nuove, possa riprendere la sua attività non privando la Toscana di un punto di riferimento essenziale nel settore delle costruzioni». Tra i trecento lavoratori dell’azienda, un centinaio sono maremmani: le ricadute sul territorio, se il Consorzio riaprirà i cantieri, saranno tante: l’occupazione, ma anche lavoro per le aziende dell’indotto. «Alcuni cantieri sono già stati riaperti ed è stato predisposto un piano di formazione che coinvolge tutti i lavoratori - dicono - diventa, quindi, fondamentale per la prosecuzione dell’attività del Consorzio Etruria e per la sorte di centinaia di famiglie che all’adunanza dei creditori il piano di concordato proposto ottenga la maggioranza dei consensi ( l’astensione vale come voto contrario)». I commissari giudiziari nella loro relazione hanno affermato, da una parte, che «le modalità previste nel piano consentono la prosecuzione della attività da parte di un nuovo soggetto, con mantenimento di molti degli attuali posti di lavoro», e dell’altra «la convenienza della procedura di concordato, non essendo ipotizzabile, attraverso alternative procedure, un realizzo maggiore di quello ragionevolmente raggiungibile attraverso la esecuzione della attuale proposta depositata dal Consorzio Etruria». La situazione, quindi, è chiara. Ora serve il voto dei creditori.
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