Il Tirreno

Grosseto

Cerciello: «Non supereremo il 7,6 per mille»

L’assessore rassicura associazioni di categoria e commercianti: sensibili alle difficoltà del settore

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GROSSETO

«Siamo sensibili al momento difficile attraversato dal commercio e faremo il possibile per non aggravare la situazione». L’assessore Emanuel Cerciello prende la parola sulla questione “Imu” per cercare di rassicurare negozianti e professionisti che vedono con grande preoccupazione l’introduzione di questa imposta, che – rispetto alla vecchia Ici – fa aumentare notevolmente le loro spese. «Con l’assessore al bilancio abbiamo affidato a una commissione tecnica il compito di valutare le soluzioni migliori perché l’Imu non gravi eccessivamente su chi ha un’attività. Si sta valutando se è possibile modulare l’aliquota al ribasso, tenendo conto della metratura degli immobili e del tipo di lavoro che vi viene svolto. Aspettiamo la fine dello studio della commissione, ma di sicuro non aumenteremo l’aliquota standard del 7,6 per mille».

A farsi portavoce della preoccupazione che serpeggia fra i titolari di attività commerciali è Paolo Regina, direttore di Confcommercio: «In una realtà come quella di Grosseto, dove non esiste l’industria manifatturiera, il commercio è fondamentale e insieme a servizi e turismo produce circa il 40% del Pil del territorio. Solo nel centro storico si contano 180 attività, Putroppo il settore soffre della crisi economica che ha colpito l’Italia». Regina spiega che negli ultimi anni il saldo tra imprese nate e imprese chiuse porta il segno meno. Per questo teme che l’Imu possa dare il colpo di grazia: «Al di là del calcolo tecnico – spiega il direttore di Confcommercio – c’è inquietudine perché una crisi come questa non si vede dati tempi della guerra: i consumi si sono ridotti, mentre i balzelli e le utenze che i negozianti devono pagare non sono affatto diminuite e gravano in misura considerevole sul costo di esercizio, a prescindere dal reddito dell’attività. I commercianti non scaricano queste spese sul consumatore e quindi riducono ulteriormente i margini di profitto. La politica non aiuta, dato che non riusciamo a vedere alcun tipo di segnale di ripresa».

Sulla questione Imu legata alle abitazioni interviene anche l’Asppi (associazione piccoli proprietari): «Sulla prima casa già si annuncia l' ipotesi di portare l' aliquota al 3,5 per mille che riteniamo sia alquanto scarsa se si pensa che questa potrebbe essere portata al 2 per mille – si legge in una nota – Ci permettiamo di suggerire l’opportunità di considerare le case cedute in comodato d'uso a figli o nipoti del proprietario, come se queste fossero normalmente locate».

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