Il dolore
«Berti era totalmente estraneo»
Ecco perché la Corte di appello ha assolto l’imprenditore
GROSSETO
È vero che ci fu una distrazione ai sensi della legge fallimentare. È vero «e non contestato che la Immobiliare 82 percepì al nero degli introiti derivanti dalla vendita della unità abitative realizzate con le lottizzazioni» (1,9 miliardi di vecchie lire secondo la guardia di finanza). Ma «non altrettanti univoci appaiono invece gli elementi del Tribunale e ricavabili dagli atti in ordine alla rimproverabilità di Berti quale coamministratore o comunque concorrente nel reato.È certo che l’imputato non ha rivestito all’interno dell’Immobiliare 82 alcun ruolo formale, tantomeno di amministratore o socio».
Per questi motivi il costruttore Mario Berti è stato assolto in appello dalla terza sezione penale (presidente Crivelli). I giudici fiorentini hanno ribaltato la condanna di 4 anni pronunciata dal Tribunale di Grosseto, depositando poche settimane fa le motivazioni del proscioglimento («non ha commesso il fatto»), dopo l’appello presentato dal difensore Risaliti. Secondo i magistrati di secondo grado «si è altresì accertato - comunque non essendosi acquisita prova contraria - che Berti non ha mai partecipato a trattative per l’acquisto dei terreni lottizzati o per la cessione delle unità immobiliari realizzatevi, e neppure agli atti di compravendita».
Le testimonianze sono vaghe o poco precise e comunque emerge «un ruolo di mero, apparentemente occasionale, mediatore nei rapporti tesi (a causa dei problemi imprenditoriali della società) tra i compratori e Fantini», il reale amministratore. Al limite Berti avrebbe avuto un interesse per il buon esito dell’affare. «Del resto, per quanto apparentemente non meritevole di particolare e completa fiducia - aggiungono i giudici di appello - Fantini ebbe modo di dichiarare in corso di incidente probatorio che le somme al nero vennero incassate da Uccelletti, Baglioni e tale Maina Lucio e che tali somme vennero da costore trattenute a disposizione della società per acquistare i terreni: senza menzionare dunque coinvolgimenti di sorta dell’imputato, sia nella fase dell’incasso sia in quella della successiva gestione delle somme in nero». La difesa ha raccolto testimonianze di impresari e soggetti coinvolti nei lavori di edificazione «e tutti hanno smentito di aver avuto rapporti con Berti in merito ad essi». E nella ricostruzione della contabilità, il ragionier Agostini ha confermato ripetutamente «che ebbe contatti diretti ed esclusivi con Fantini».
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