Sicurezza
Un gps grossetano per misurare gli spostamenti
GROSSETO Da dieci giorni, non perdono d’occhio nemmeno un secondo la nave appoggiata a Punta Gabbianara. Loro, hanno il compito di misurare ogni minimo spostamento fatto dalla Concordia. Loro sono...
GROSSETO
Da dieci giorni, non perdono d’occhio nemmeno un secondo la nave appoggiata a Punta Gabbianara. Loro, hanno il compito di misurare ogni minimo spostamento fatto dalla Concordia. Loro sono due ricercatori grossetani, un geologo e un topografo che nel 2004 hanno aperto una società che si occupa di misurazioni di precisione, la Hera, e che sono stati chiamati dalla Protezione civile su mandato del ministero per studiare al decimo di millimetro i movimenti della nave. Marco Bisdomini, topografo, dal 19 di gennaio è all’isola del Giglio a trasmettere i dati rilevati dallo speciale impianto gps che la Hera ha installato a bordo della nave. Fino ad oggi, i quattro strumenti di precisione della società grossetana sono stati utilizzati per realizzare piani ruotati, frazionamenti e altre misurazioni di precisione. «Poi siamo stati chiamati per questo lavoro - spiega il geologo Massimo Fanti, socio con Bisdomini della Hera - È la prima volta che abbiamo a che fare con un evento del genere. Questo è successo a tutte le persone che stanno lavorando sulla Concordia. Per le dimensioni della nave ma anche per l’eccezionalità dell’evento».
Alla Hera lavorano dodici persone, geologi e topografi e l’anno scorso il bilancio si è chiuso a quota 800mila euro. Una società solida che lavora con le maggiori compagnie petrolifere d’Italia e svolge servizi geologici ovunque. Nata da un’intuizione di Fanti e Bisdomini, la Hera ha piazzato un impianto gps sulla Concordia che registra ogni due minuti i movimenti della nave che poi vengono trasmessi al comitato scientifico diretto da Paolo Casagli dell’università di Pisa. «Sono misurazioni di precisione - spiega Fanti - che vengono integrate con quelle registrate da altri sistemi di monitoraggio e che permettono di capire come si sta comportando la nave ma anche come comportarsi quando ci sono variazioni». Un esempio è l’allarme lanciato dalla società ai vigili del fuoco che stavano scandagliando lo scafo della Concordia. Due volte almeno, i sommozzatori sono stati fatti uscire dal ventre della nave proprio grazie alla segnalazione dei movimenti effettuati dalla Concordia.
Francesca Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
