Finanza
Ex arbitro a giudizio per diffamazione dei vertici dell’Aia
di Pierluigi Sposato GROSSETO Il caso Soufiane agita ancora il mondo arbitrale grossetano. La vicenda dell'arbitro che aveva segnalato di non aver più trovato sul suo referto gli insulti razziali di...
di Pierluigi Sposato
GROSSETO
Il caso Soufiane agita ancora il mondo arbitrale grossetano. La vicenda dell'arbitro che aveva segnalato di non aver più trovato sul suo referto gli insulti razziali di cui era stato oggetto aveva dato origine ad accertamenti a più vasto raggio e a provvedimenti federali, sfociati anche in condanne.
Adesso un troncone finisce davanti al giudice di pace: per diffamazione. Ne deve rispondere (udienza fissata per il 16 maggio) un ex arbitro, Gabriele Nucci, 40 anni, di Sorano, già da anni non più tesserato, querelato dal presidente della sezione Aia, Franco Ferretti, e dal designatore arbitrale Antonello Foderi. Sarebbe stato Nucci attraverso l'indirizzo grillosempreparlante@libero.it con lo pseudonimo "Mario Pierini" a inviare il 4 maggio 2010 una mail a tutte le sezioni provinciali Aia della Toscana con la quale avrebbe offeso la reputazione di Ferretti, di Foderi e dell'Aia grossetana.
"Mario Pierini" aveva definito i massimi dirigenti «compagni di merende» e «mariuoli» perché avrebbero manipolato o alterato i rapporti di gara redatti dagli arbitri. Varie sono le frasi che il sostituto procuratore Salvatore Ferraro ritiene tali da poter essere portate in un processo per sostenere l’accusa. Tra queste, ci sono quelle in cui il grillosempreparlante sosteneva che «molti sanno quello che succedeva nella sezione Aia di Grosseto, perché gli inciuci erano fatti alla luce del sole, tanta era la certezza dell'impunità»; «semplicemente perché i referti prima di arrivare al giudice sportivo venivano accuratamente vagliati e opportunamente 'rivisitati' epurandoli da quanto si riteneva sconveniente o che non doveva comunque comparire». Presentata la querela, il 13 maggio 2010, le indagini erano state condotte dalla polizia postale, che era risalita all'identità di chi aveva inviato la mail. Il fascicolo era stato quindi intestato a Nucci.
La vicenda originata dalla denuncia di Karim Soufiane aveva avuto alcuni effetti tra il 2010 e il 2011. Sia Ferretti sia Foderi erano stati deferiti dalla Procura Figc nel febbraio 2011 per aver trattenuto un rimborso spese da 28 euro (il primo) e per aver partecipato ad una presunta alterazione di un rapporto di gara del 2008 e per aver trattenuto un rimborso spese non dovuto di 50 euro (il secondo). La Commissione di disciplina nazionale Figc aveva ridotto le squalifiche di primo grado: Foderi era stato scagionato per il referto e inibito per 1 anno per il solo rimborso spese; la squalifica di Ferretti era stata portata da 3 anni a 1. Un ulteriore ricorso davanti all'arbitro aveva ridotto ulteriormente l'inibizione per i due dirigenti.
Nel corso del giudizio davanti al giudice di pace l'Associazione italiana arbitri di Grosseto è stata individuata come persona offesa: potrebbe anche costituirsi parte civile.
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