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Grosseto

Ecco il tedesco che gira il mondo in bici

Ecco il tedesco che gira il mondo in bici

Si è fermato a Grosseto per una tappa intermedia: «Ho vinto il cancro, dò speranza a chi soffre»

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GROSSETO

"I'm lucky", ovvero "io sono fortunato". Non potrebbe definirsi diversamente Randolph Westphal, 53 enne tedesco, mentre alla guida della sua bicicletta elettronica "Relight" si incammina verso le migliaia di strade che lo attendono per concludere il suo quinto giro del mondo sulle due ruote a pedali. E questa volta il "biker" di Francoforte ha scelto per la prima volta Grosseto come tappa intermedia del suo lungo "tour" itinerante.

«Da qui risalirò lungo la costa ed andrò a Castiglione, Follonica e Livorno, quindi all'Isola d'Elba ed in Corsica ed al rientro sulla terraferma proseguirò fino alla Russia», spiega di fronte al ristorante-affittacamere "Bora Bora" dove è stato accolto il giorno precedente per un ristoro e pernottamento, prima della ripartenza di ieri mattina. «E' arrivato nel pomeriggio - hanno detto i gestori del locale - e poi si è intrattenuto con noi e ci ha lasciato in custodia la sua preziosa bicicletta». Ma sarebbe riduttivo parlare di Westphal come di un semplice "globe biker" che, solo per svago, transita ogni anno dalla costa alle Alpi, fino al gelo dell'Alaska e del Canada - «dove c'è un freddo assai più rigido di quello che ho trovato questa mattina in maremma», dice - per poi scendere in Sud America, dopo aver macinato migliaia di chilometri. Dietro al girovagare per il Pianeta, infatti, c'e' una storia che colpisce ma serve come stimolo - da qui la motivazione del sentirsi "fortunato" - a chi lotta contro un tumore, che il nostro "biker" ha vinto dopo quasi trenta operazioni (un melanoma alla pelle gli fu diagnosticato nel 1987). Da qui la decisione di iniziare le sue escursioni, non solo per passione ma anche per "sfidare" il destino e per lanciare un messaggio di speranza, oltre che per raccogliere donazioni per la ricerca.»Con il mio tour - prosegue - vorrei trasmettere la mia grande forza d'animo alle persone che stanno affrontando questo problema. Per esperienza ho capito che si può combattere il cancro anche con una grande voglia di vivere».

Westphal, quindi, risale in sella ed imbocca la "Senese" in direzione sud, per un giro intorno alla città prima di riprendere il "suo" percorso che dal litorale maremmano lo porterà fino al Nord Europa.

»Preferisco non recarmi dove c'è troppa confusione e quindi non andrò all'Isola del Giglio, in questo periodo molto popolata».

Stefano Fabbroni

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