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Cia: «Speculazione in atto» ma Confagricoltura frena

Cia: «Speculazione in atto» ma Confagricoltura frena

di Maurizio Bernardini GROSSETO «Siamo danneggiati per l'ennesima volta: è in atto una speculazione. La frutta e la verdura che costa di più nei punti vendita non è stata certo pagata maggiorata agli...

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di Maurizio Bernardini

GROSSETO

«Siamo danneggiati per l'ennesima volta: è in atto una speculazione. La frutta e la verdura che costa di più nei punti vendita non è stata certo pagata maggiorata agli agricoltori». Va giù pesante il presidente provinciale della Cia Enrico Rabazzi che, seppur comprendendo le proteste degli autotrasportatori, evidenzia come ancora una volta ad essere colpita sia la categoria che rappresenta. Nessun quattrino in più dunque è finito nelle tasche dei contadini che hanno riscosso, come evidenzia lo stesso Rabazzi, «le solite quattro lire». Anzi, tra accise sul gasolio, Imu sui fabbricati agricoli e concorrenza dall'estero, i fatturati delle imprese che operano nel settore primario sono in continuo calo.

In Maremma il rialzo dei listini è stato piuttosto lieve, o almeno a macchia di leopardo. Ma, passata la botta iniziale, quale sarà il rischio maggiore? «Adesso – puntualizza Rabazzi – il più grande pericolo è che le quotazioni non scendano più o, comunque, calino molto lentamente. Troppo. Come è successo con il grano». In un momento come questo poi, mentre di denaro ne gira veramente poco, trovarsi davanti a prezzi gonfiati non invoglia certo all'acquisto. Quali dunque i consigli? «Affidarsi alla filiera corta è sempre la cosa migliore – dice convinto il presidente Cia – ed infatti in questi ultimi giorni il numero di persone che si è rivolto direttamente al produttore è aumentato notevolmente. Inoltre – conclude Rabazzi – credo sia importante acquistare sempre prodotti agricoli italiani».

Di tenore completamente opposto la percezione che ha della situazione il presidente di Confagricoltura Pierfrancesco Vivarelli Colonna: «In provincia di Grosseto – commenta – non si è registrato nessun tipo di problematica riguardo l'aumento dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli a seguito del blocco dei Tir». Insomma, tutto fermo a parere del numero uno di Confagricoltura che evidenzia come, «nei casi in cui si crea un accumulo di prodotto deteriorabile , come è il caso in questione, si tende, casomai, a smaltirlo velocemente e quindi a ridurne anche il prezzo. Discorso diverso – prosegue il presidente – quando è invece la produzione a mancare, per colpa di condizioni meteo avverse. Solo in queste situazioni - conclude - si può registrare un aumento dei prezzi». Al netto di tutto, dei costi più o meno gonfiati e delle piccole o grandi polemiche resta, innegabile, la condizione di difficoltà in cui versa il settore agricolo con grosse quantità di merce da buttare ed enormi danni alla filiera. Un inizio di 2012 veramente per nulla rassicurante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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