Lutto
Il Tribunale ha deciso Jasmin in Germania entro una settimana
La bimba contesa di Roccastrada deve tornare dal padre. Il dramma della mamma, le contromosse dell’avvocato
Tra una settimana Jasmin verrà tolta alla madre italiana per essere affidata al padre tedesco. È il responso emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Firenze dopo l’incontro tra Parisa, la madre 42enne di origini iraniane ma residente a Roccastrada e cittadina italiana dall’infanzia, e i magistrati fiorentini.
La donna si è presentata alle 11 in procura a Firenze, accompagnata dall’avvocato di Milano Laura Cossar, che in passato ha trattato decine di casi simili, e dalla presidente dell’associazione Olympia de Gouges, Gabriella Lepri.
Un’ora di colloquio durante la quale il procuratore avrebbe stigmatizzato il comportamento di Parisa e alzato le braccia di fronte alla decisione dei giudici tedeschi. «Erano arrabbiati perché non ho consegnato mia figlia – racconta Parisa al telefono mentre torna in pullman da Firenze – e mi hanno detto di non avere il potere di opporsi a quanto stabilito in Germania. Secondo loro è sbagliata anche la definizione di “contesa” tra padre e madre perché, piuttosto, si tratterebbe di una questione tra lo Jugendamt e un genitore non tedesco».
«Lo Jugendamt è l’ufficio di sorveglianza della gioventù – spiega l’avvocato Cossar – a differenza dei nostri servizi sociali, che operano come una sorta di periti e poi lasciano giudicare i tribunali, è una parte processuale che siede in giudizio e presenta istanze, ad esempio la richiesta di alimenti. Interviene per legge in tutte le cause sui minori anche se madre e padre non vogliono operando come una sorta di “terzo genitore”». Una condotta sottoposta più volte a verifiche europee che hanno riscontrato un atteggiamento penalizzante nei confronti dei genitori non tedeschi. Cossar non esonera comunque i giudici italiani da responsabilità: «Il Tribunale non ha nemmeno ascoltato la bambina per conoscerne la volontà. Ci sono un certificato medico che prova lo stato di denutrizione al suo ritorno in Italia e la relazione degli insegnanti della scuola elementare di Civitella Marittima che testimonia il suo ottimo inserimento a dispetto delle carenze causate dall’istituto frequentato in Germania». E annuncia le prossime mosse: «Entro 60 giorni presenteremo il ricorso in Cassazione; intanto abbiamo depositato quello cautelare d’urgenza al Tribunale per i minori, per ottenere la sospensiva del provvedimento di rimpatrio. Se venisse accolto eviteremmo a Jasmin di perdere l’anno scolastico e avremmo il tempo di verificare lo stato di salute di questa bambina che è sotto il controllo di un neuropsichiatra e ha manifestato più volte l'intenzione di non abbandonare la madre».
Intanto è stata avviata una trattativa col padre e i suoi legali per giungere a una mediazione, «sarei disposta a rinunciare alla separazione da mio marito e ad accoglierlo in Italia pur di stare con mia figlia» dice Parisa con la voce strozzata dal pianto, e si sta muovendo anche la politica. «Gli onorevoli Muscardino (Fli) e Pedica (Idv) presenteranno interrogazioni sul caso di Jasmin e sullo Jugendamt sia alla Camera ed al Senato sia al Parlamento Europeo», aggiunge l’avvocato. E a Bruxelles si recherà a fine mese anche il presidente della Provincia Marras per sensibilizzare gli europarlamentari italiani.
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