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Grosseto

Il Pdl chiede le dimissioni Borghi per ora non molla

Il Pdl chiede le dimissioni Borghi per ora non molla

Si scatena il dibattito a Gavorrano in attesa della decisione del tribunale Il centrodestra: «In questo modo mette a repentaglio il futuro del paese»

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di Alfredo Faetti

GAVORRANO

  Dimissioni: per tornare a votare in tempi brevi e ridare stabilità al Comune. È la richiesta che il Pdl fa a Massimo Borghi dopo gli ultimi sviluppi della sua vicenda giudiziaria. Non c’è soltanto il caso ineleggibilità del sindaco a far discutere nelle vie minerarie, ma anche la questione tempistica, fatta saltare dal rinvio dell’udienza. È la notizia di martedì: lo slittamento al 28 febbraio del collegio scavalca il limite entro cui poter indire le elezioni per la prossima primavera, qualora venga confermato il giudizio in primo grado. Quello cioè dato dal tribunale di Grosseto: «Borghi è ineleggibile». Una conferma che porterebbe alla decadenza del primo cittadino, senza però dare modo ai cittadini di tornare alle urne prima di un anno. A meno che, appunto, non si dimetta. «Secondo il nostro pensiero, - scrivono i pidiellini - l’interesse pubblico ha valore assoluto rispetto a tutte le altre questioni di parte, che seppur legittime non possono portare all’agonia definitiva la società gavorranese». Il centrodestra non mette in discussione la validità della lotta che Borghi sta portando avanti nei tribunali, ma lo invita a deporre le armi per una causa superiore. «Qui non sono in gioco i valori delle parti politiche e dei consensi personali: qui è in ballo il futuro di Gavorrano».

Le dimissioni richieste a Borghi infatti non sono uno scherzo. Innanzitutto, dobbiamo considerare che, contando le primarie del 2009, ha avuto la preferenza degli elettori per tre volte. Poi, ancora non c’è certezza sul suo status, ovvero se sia eleggibile o non eleggibile. Spetta al tribunale prendere questa decisione. E se, soltanto dopo le sue dimissioni, la Corte d’Appello decretasse che il sindaco ha vinto le elezioni senza irregolarità?

Sono questi i dubbi che, molto probabilmente, trattengono Borghi dall’ipotesi dimissioni, visto tra l’altro che lui si è sempre dichiarato fiducioso sull’esito positivo della vicenda giudiziaria.

Intanto, però, il primo cittadino non parla, così come la sua coalizione. Sembra aspettare il verdetto del 28 febbraio, quando si riunirà la Corte d’Appello. Del resto, è prassi rispettare e non commentare le decisioni dei tribunali. Quindi la maggioranza aspetta e intanto medita sulla situazione. Questo temporeggiare, però, per il Pdl è soltanto dannosa. «La situazione generale del nostro Comune, a seguito del perdurare di incertezze sulla validità del suo ruolo (riferito a Borghi), è diventata ormai non più tollerabile.

La sua vicenda rischia di diventare una storia infinita, producendo di conseguenza danni sociali difficilmente risolvibili, segnando negativamente vita pubblica e vita istituzionale». Già, perché «c’è impellente urgenza di decisioni strategiche per evitare il blocco amministrativo di Gavorrano e necessità altrettanto irrimandabile di provare a limitare i danni ormai tangibili sul territorio». Per tutti questi motivi, il centrodestra chiede al sindaco «di appellarsi con la sua coscienza a tali riflessioni, dimettersi e consentire alla popolazione di tornare presto alle urne per scegliersi liberamente un futuro migliore, possibilmente stabile e che garantisca la fine del caos ormai regnante su tutte le realtà comunali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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