Sicurezza
Da Facebook al teatro la favola si fa realtà
Un gruppo Fb amiatino decide di togliersi la maschera del web e raccontarsi dal vivo sul palco
PIANCASTAGNAIO
E una sera sull’Amiata si rappresenterà la vita. Il mondo virtuale di Facebook comincia ad essere stretto e se ne vuole uscire saltando sul palcoscenico di un teatro. Per una storia che da telematica vuol diventare di carne e sangue.
Un gruppo di Facebook targato Amiata e composto dal 60 persone si picca di uscire allo scoperto. Come dire che 60 personaggi virtuali sono in cerca di autore. Naviganti che cercano un approdo vero, uscendo, come Alice delle meraviglie, dallo specchio del computer per approdare in un altro scenario, quello del teatro.
In questo teatro, che sarà quello di Piacastagnaio, si andrà a raccontare una favola vera. Niente finzione. I naviganti racconteranno se stessi davanti a un pubblico in carne ed ossa, senza parti preparate a tavolino, ma presentando uno spicchio della propria vita.
Sono 60 persone che su Fb hanno creato un gruppo chiuso (anche se pochi si conoscono in realtà fra di loro) dal titolo “Il paese delle favole perdute”, ideato da Barbara, una santafiorese ottimista e vivacissima, che ha invitato amici, sollecitato interventi, premendo sugli amori di ognuno: amore per l’Amiata, prima di tutto, per la pittura, la fotografia, la scrittura, l’arte, la gastronomia, la musica, il canto, l’ambiente, l’artigianato, la storia, le tradizioni, il giardinaggio.
Nella pagina ognuno ha messo, in bella mostra, senza pudori, le sue emozioni, il suo talento, fino a che qualcuno ha cominciato a pensare: perché non far diventare concreto e condiviso il cuore segreto di tutte queste esperienze che sono il sale della vita di ciascuno? Quasi che lo strumento virtuale, che brucia tutto nella velocità della comunicazione, non fosse in grado di esprimere passioni forti e vere.
E così, uno del gruppo, Fabio, ha elaborato un progetto: trasferire tutti dalla piazza virtuale alla piazza reale di un palcoscenico. Una sorta di vita numero tre; quella che si affianca alla vita quotidiana e a quella del social network e le sintetizza insieme.
Così è stato deciso di organizzare una serata: a marzo tutti si troveranno su un palco, ognuno conoscerà l’altro e ciascuno rappresenterà se stesso: il fotografo le sue foto, il pittore i suoi quadri, lo scrittore i suoi libri. C’è chi, abitando lontano, sta mandando le sue foto da proiettare nella serata.
Per adesso lo spettacolo è work in progress, ma il teatro è stato prenotato, la locandina scelta (è top secret), selezionata fra alcune predisposte da Carla, un folletto del bosco che tiene il lapis in mano magistralmente. Il lavoro si concretizza e si arricchisce ogni sera. In tutti la voglia di conoscersi e soprattutto il desiderio, neppure tanto nascosto, che di fronte alla favola che si fa realtà, il pubblico clicchi in massa “mi piace”. (f.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
