Sicurezza
Consorzio: il 30 si vota Nasce la nuova coop
L’appello della società ai creditori per l’approvazione del concordato I lavori potranno riprendere soltanto dopo che il tribunale avrà detto sì
di Francesca Gori
GROSSETO
Il parere favorevole c'è. Il concordato del Consorzio Etruria si può fare.
Ora manca soltanto il voto dei creditori e l'omologa da parte del giudice del tribunale di Firenze che dovrà decidere se i soldi messi a disposizione sono sufficienti per pagare i creditori, che riscuoteranno a seconda delle classi di merito nei quali sono inseriti.
E dal Consorzio, arriva un appello: votate, votate, votate.
Ci sono voluti sette mesi, ai commissari, per limare il documento che ora viene presentato in tribunale. Sette mesi di conti e di numeri per salvare il consorzio che dà lavoro a centinaia di dipendenti.
Più di cento sono in Maremma, dove la speranza è che i cantieri aperti riprendano velocemente.
L'assemblea del Consorzio Etruria due giorni fa ha approvato all'unanimità dei soci presenti (lavoratori e banche) la scissione della cooperativa come previsto dal piano di concordato in continuità.
Dopo l'approvazione e l'omologa del concordato nascerà, quindi, una nuova cooperativa che assicurerà la continuità dell'attività d'impresa e destinerà una parte consistente dei suoi utili ai creditori del concordato.
I soci lavoratori auspicano ora - anche nell'interesse di tutto l'indotto - che la proposta di concordato sia approvata dalla maggioranza dei creditori: elemento fondamentale e decisivo per il buon esito della procedura. Adesso la parola passa ai creditori, chiamat all'adunanza del 30 gennaio. In estate era stato approvato dall'assemblea dei soci il piano di ristrutturazione finalizzato a consentire la tutela dei soci lavoratori e dei dipendenti (sono 316 di cui 258 soci).
Una tutela che doveva essere sotto tutti i profili, «anzitutto quello occupazionale, offrendo l'opportunità di preservare una realtà importante nel contesto sociale e industriale - aveva spiegato il Consorzio - un piano che si è reso necessario per fronteggiare la crisi che ha investito la cooperativa», «che tenendo conto del valore sociale della cooperazione, punta ad attivare tutti gli strumenti per la salvaguardia del salario e contemporaneamente avviare una riqualificazione professionale che permetta di affrontare, anche con nuove professionalità, la sfida del mercato».
In questo quadro il Consorzio aveva deciso di avviare le procedure per la domanda di ammissione ad un concordato preventivo in continuità.
Ora i documenti ci sono.
C’è la nuova cooperativa, c’è il parere favorevole dei commissari e ci sono speranze per il futuro dei lavoratori.
In questo modo, le ruspe potranno riprende a scavare e il 40% dei ricavi che saranno realizzati dalla nuova cooperativa verranno versati nella vecchia cooperativa per coprire parte dei debiti avanzati dai creditori.
Ma soprattutto, con questo sistema, ripartirà l'economia. E in Maremma, ora, di quei posti di lavoro ce n'è davvero bisogno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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