Sicurezza
Carezze proibite al mare su un ragazzino di 10 anni
E' accusato di aver allungato le mani su un bambino di 10 anni. Di averlo toccato sotto i pantaloncini da bagno mentre stava passando con altri amici davanti a lui.
MARINA DI GROSSETO. E' accusato di aver allungato le mani su un bambino di 10 anni. Di averlo toccato sotto i pantaloncini da bagno mentre stava passando con altri amici davanti a lui. Un gesto breve eppure rimasto impresso indelebilmente e negativamente nell'animo del bambino. Il piccolo, un italiano, è stato riconosciuto attendibile nella testimonianza e adesso il perito incaricato dal gip avrà due mesi per depositare la sua relazione.
C'è un'accusa di violenza sessuale per un bengalese di 36 anni il cui caso è stato discusso ieri mattina in sede di incidente probatorio. Un fatto avvenuto, secondo la denuncia, in uno stabilimento balneare di Marina di Grosseto ai primi di settembre. La stagione estiva non era ancora finita e i bagnetti della frazione erano ancora frequentati. In uno di questi stabilimenti giocava con altri amici il bambino che ha denunciato di aver subito le carezze non gradite. Non conosceva direttamente lo straniero ma si era ricordato di aver scambiato qualche parola con lui nei giorni precedenti.
Quel giorno, mentre passava davanti al bengalese e ad altri suoi amici, il bambino sarebbe stato toccato. Lì per lì non aveva detto nulla ma più tardi, a casa, aveva raccontato tutto alla mamma. La madre e il figlio erano tornati il giorno successivo allo stabilimento balneare: «E' lui», aveva detto indicando lo straniero che era di nuovo presente.
La donna, forte di questa identificazione, si era rivolta al personale dello stabilimento balneare della polizia di stato, che si trova nelle vicinanze, e da lì era partito l'accertamento. Delle indagini era stata incaricata la polizia di stato. Nessuna misura restrittiva era stata emessa nei confronti dell'indagato. La Procura di via Monterosa, ricevuto il fascicolo, aveva deciso di promuovere l'incidente probatorio per accertare mediante la consulenza di uno psichiatra infantile - come di norma in casi similari - se il bambino è attendibile. Lo specialista, che già aveva incontrato il ragazzino in precedenza, ha risposto affermativamente al quesito iniziale e si è riservato entro due mesi il deposito della relazione completa.
P.S.
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