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2011, l’anno nero del turismo sul Golfo

2011, l’anno nero del turismo sul Golfo

Un quarto di presenze in meno rispetto al 2010. Timori per l’occupazione, si spera nella riapertura di Mare Sì e Veliero

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di Paola Villani

FOLLONICA

Centocinquantamila presenze in meno. I dati parlano chiaro: i turisti nella città del Golfo sono diminuiti del 25 per cento in un anno. Un dato, questo che fa riflettere.

Follonica e il turismo sono, infatti, binomio fondamentale. Sono anni che si sente parlare di destagionalizzazione, ovvero di turismo anche oltre l’estate, e di iniziative per attirare persone in città anche nei periodi di bassa stagione. Ma forse si dovrebbe cominciare a riflettere su un dato: che pure quegli arrivi considerati scontati iniziano a traballare.

Le statistiche sull’anno passato dicono che nella città del Golfo sono arrivate 493mila persone (dal 1° gennaio al 31 ottobre 2011) contro le 656mila dello stesso periodo del 2010. Uno scarto importante che, chiaramente, influisce negativamente su tutto l’indotto economico follonichese, dai ristoranti ai bar, dai negozi agli stabilimenti balneari, dall’occupazione stagionale a quella fissa. E se si considera che le industrie vicine alla città (a Piombino e Scarlino) hanno subito pesanti ridimensionamenti, la situazione che esce fuori non è delle migliori.

La domanda che nasce dalla lettura dei dati è: quel 25 per cento in meno deriva dalla chiusura di due dei tre villaggi presenti sul territorio, vale a dire Mare Sì e Veliero? A sentire i soci proprietari delle strutture turistiche, ma pure lo stesso sindaco – anche se in termini ben differenti – le mancate aperture hanno influenzato nettamente quei dati. E nell’estate del 2012 la situazione rimarrà quasi certamente la stessa; difficile, infatti, intravedere all’orizzonte una soluzione della controversia tra amministrazione comunale e cooperative proprietarie di Mare Sì e Veliero.

Difficile poi confidare nel più roseo degli scenari, cioè che entro il 14 febbraio (data fissata dal Comune per avere risposte sulle richieste fatte alla controparte), ci sia una svolta positiva nella vicenda e si arrivi al famigerato accordo procedimentale. Questo permetterebbe alle due strutture di essere ristrutturate nel giro di tre, quattro mesi, cosa necessaria vista la situazione in cui versano dopo il periodo di non utilizzo. Ma chissà se si farà in tempo.

Se la situazione non cambia, bisognerà rassegnarsi al fatto che anche quest’anno mancheranno delle presenze.

Se poi ci si aggiunge il pessimo quadro economico italiano generale, con cali specialmente nel settore mare (per il turismo), la fotografia diventa preoccupante.

Unico sospiro di sollievo per i follonichesi dovrebbe essere rappresentato dalla ripresa dell’edilizia post approvazione nuovo Regolamento urbanistico e post Piuss (finanziamenti per lo sviluppo urbano). Aprendo i cantieri dovrebbero aumentare sia le entrate per il Comune che le opportunità di lavoro per chi è del settore.

Un campanello di allarme, però, si è già fatto sentire: i sindacati hanno espresso forte preoccupazione per le prospettive di lavoro a Follonica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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