Il Tirreno

Grosseto

Reti issate sulle banchine Oggi la protesta a Roma

Reti issate sulle banchine Oggi la protesta a Roma

I pescatori contro le nuove norme europee e i rincari del carburante Esplode la polemica: «Lasciati soli anche dalle nostre associazioni»

2 MINUTI DI LETTURA





di Francesca Gori

GROSSETO. L’appuntamento è al porto prima dell’alba. Poi, alle 6, la delegazione di pescatori maremmani salirà sull’autobus alla volta di Roma. A protestare contro il caro gasolio e contro le nuove normative europee che stanno mettendo in ginocchio un comparto importante per la nostra provincia.

L’Iva al 21% sul gasolio è l’ultima di una serie di rincari e di problemi che ormai stanno stritolando un settore che dà uno stipendio a tante famiglie.

Ma quelli maggiorente penalizzati dalla nuova normativa europea sono i pescatori a strascico. Che riscuotono un’Iva del 10% sul pescato e ne anticipano quella del 21% sul carburante. E che devono fronteggiare anche un altro problema: quello delle nuove normative europee che prevedono la traccibilità attimo dopo attimo delle cassette che vengono battute all’asta. Per l’inserimento di tutti quei dati, le cooperative che si occupano di aste del pesce, dovrebbero assumere personale. Ma la crisi, anche in questo caso, dà pochi margini di manovra. «E poi - dicono i pescatori di Castiglione della Pescaia - il problema è anche un altro. Abbiamo gli stessi obblighi delle flotte atlantiche, di barche con equipaggi di venti persone che lavorano in un mare ben differente dal nostro».

Non è un caso infatti che nella lista dei pesci da censire, ad esempio, sia finita anche l’aringa. Questi sono i problemi comuni, dei pescatori. Poi ci sono quelli che hanno fatto venire il mal di pancia agli armatori di pescherecci a strascico. Flottiglie di tre persone che non possono pescare entro il miglio e mezzo. «Le nuove norme europee non tengono conto delle specificità territoriali - aggiungono sulla banchina di Castiglione - Nell’alto Tirreno non abbiamo il problema del ripopolamento di alcune specie di pesci come sull’Adriatico. E comunque, non di quelle specie che vengono tirate su con lo strascico. In questo senso non è stata fatta una diversificazione e le distanze che ci vengono imposte non sono necessarie quando siamo di fronte a un basso sforzo di pesca come il nostro».

Ma sulla banchina del porto di Castiglione, come su quelli di Porto Ercole e Porto Santo Stefano, c’è spazio anche per la polemica. Non soltanto nei confronti del governo e della Comunità europea, ma soprattutto nei confronti delle associazioni di categoria del comparto. «Non ci hanno tutelati - dicono i pescatori - siamo stati informati poco e male. Oggi a Roma ci andiamo da soli, senza essere rappresentanti da nessuno. Queste norme dovevano essere contestate prima. ora abbiamo paura che sia già troppo tardi per fare qualcosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa