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Grosseto

Mannaia da 200mila euro per i debiti ex Ecc

Mannaia da 200mila euro per i debiti ex Ecc

Il Comune rischia di pagare al salumificio Cerboni un vecchio credito col defunto Ente di Consumo

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GROSSETO

Duecentomila euro di debito da saldare da oltre tre lustri, un’azienda ancora in attesa di riavere i suoi soldi e la mannaia del salasso appesa sul bilancio comunale.

Sono gli ultimi strascichi della vicenda del fallimento dell’Ente Comunale di Consumo, ente economico di proprietà del Comune di Grosseto, trasformato in spa nel 1995 (100% ancora del Comune) e fallito nel luglio 2001. Un fallimento che ha lasciato dietro di sé un debito di 5 milioni e 366mila euro.

Tra i creditori dell’Ente c’è anche il salumificio Cerboni, storica azienda di Castel del Piano, che dal 1995 attende di riavere il dovuto per una partita di salumi. L’importo iniziale era di 206 milioni di lire. Con la nuova moneta diventarono 106mila euro. Dopo tutti questi anni gli interessi maturati hanno fatto lievitare l’importo a 200mila euro.

L’azienda fa causa al Comune nel 2006. Titolare del salumificio, oggi condotto da Augusto Cerboni, era all’epoca il capostipite Vittorio, oggi 77 anni, fondatore dell’azienda nel 1968 ed erede del padre, salumiere sin dagli anni Trenta.

«Le nostre erano forniture fatte con regolari fatture - spiega Vittorio Cerboni - Vendevamo all’Ente i nostri prodotti e l’Ente li metteva sul mercato nei suoi 5 punti vendita».

I fondi, dopo il fallimento, sono stati presi in affitto da Crai-Conad (oggi c’è la Sma). «Il sindaco, all’epoca, era presidente unico (Loriano Valentini, ndr) e per noi questa era una garanzia», spiega Cerboni. Nel 2001 però l’Ecc tracolla consegnando al salumificio Cerboni un grosso credito che l’azienda ora chiede all’attuale amministrazione.

«A nostro avviso non è al Comune che la Cerboni deve chiedere conto», spiega l’avvocato Francesco Amerini, che rappresenta il Municipio. Eppure lostesso Amerini, in una nota agli uffici comunali, ammette che la responsabilità del socio unico è stata affermata dalla Corte di Cassazione nel 2007, proprio in relazione all’Ecc di Grosseto.

Il salumificio adesso incrocia le dita, mentre il Comune spera di risolvere altrimenti senza dissanguare le sue casse.(f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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