Il dolore
L’INCHIESTA »2012, L’ANNO DELLE MURA
di Maurizio Bernardini GROSSETO Un cancello, un mucchio di cicche, un paio di lattine e un lucchetto. Non c’è altro davanti all’acquario comunale, una realtà che ha visto scemare, negli anni, il...
di Maurizio Bernardini
GROSSETO
Un cancello, un mucchio di cicche, un paio di lattine e un lucchetto. Non c’è altro davanti all’acquario comunale, una realtà che ha visto scemare, negli anni, il proprio fascino. Immersa, anzi, sommersa da un contesto divenuto fatiscente, l’intera struttura oggi si trova veramente in pessime condizioni. Difficile immaginare lo sguardo di un turista che, giunto in Maremma, dovesse incappare nella sciagurata ipotesi di far visita all’acquario.
Il vicino parcheggio al Vallo degli Arcieri è, perennemente, occupato da venditori ambulanti abusivi e rifiuti, un vero trionfo di illegalità e sporcizia. L’accesso all’acquario, come facilmente intuibile dal grosso lucchetto che mantiene ben chiuso il cancello arrugginito, è chiuso al pubblico. Tutto intorno la sporcizia regna sovrana, tra sacchetti di plastica, bottiglie rotte, indumenti e scarpe abbandonate.
Eppure, di ragioni per rimettere a posto l’area ce ne sarebbero più di una, anzi, quattrocentomila. Tanti sono gli euro che la fondazione Monte dei Paschi di Siena aveva destinato, con le erogazioni del 2009, per i lavori di ristrutturazione dell’acquario e della Fortezza medicea. Era il giugno del 2009 e i lavori sarebbero dovuti partire entro il primo gennaio dell'anno successivo. Almeno questo l’annuncio dato dagli amministratori.
L’allora assessore alla cultura Simone Ferretti aveva sovrainteso l’operazione, seguendola sino al termine del proprio mandato. Ma di lavori nessuna traccia, forse anche perché, vista la grossa quantità di denaro, andare all’assegnazione diretta dei lavori non sarebbe stato possibile. Ecco la necessità di dare vita a un bando ad hoc, finalizzato a individuare la ditta che avrebbe portato avanti il tutto. Anche di quel bando però si è persa ogni traccia, così come della destinazione reale (se mai una ce n’è stata) dei 400mila euro.
Eppure già nel 2009 il progetto preliminare parlava chiaro: «L’acquario si trova in condizioni non più tollerabili». Una situazione di «degrado strutturale».
«L'acquario è chiuso da oltre un anno - dice il responsabile della struttura Riccardo Sirna - in ogni caso stiamo portando avanti il lavoro di recupero delle tartarughe marine: adesso ne abbiamo sette, di cui quattro portate a dicembre e tre solo nelle prime due settimane di gennaio».
Ma i lavori partiranno? «Per la ristrutturazione aspettiamo le decisioni dell’assessorato alla cultura. Credo che il momento - conclude Sirna - non sia dei migliori per spendere dei soldi».
Parole che trovano eco in i Giovanna Stellini, assessore alla cultura nella giunta Bonifazi bis.
Assessore, Fondazione Mps stanziò 400mila euro: che fine hanno fatto?
«Non ne so nulla. Questa cosa me la dice lei per la prima volta. Non credo siano mai esistiti questi soldi. Comunque mi informerò a riguardo».
Non le risultano conferme?
«No, non mi pare proprio che la fondazione abbia confermato un proprio interesse a riguardo».
Che cosa state facendo per l’acquario comunale?
«Stiamo pensando a interventi mirati, a basso costo. Non possiamo certo permetterci di spendere troppi soldi. Parlo di qualcosa nell’ordine delle poche migliaia di euro, tutto qua».
E perché questi interventi non sono ancora stati fatti?
«Mancano le indicazioni: il dirigente ai lavori pubblici si è trasferito a Chieti e noi siamo alla ricerca di un sostituto. Certo, un Comune non può fermarsi, ma qualche problema oggi lo abbiamo».
Quindi?
«Quindi intanto abbiamo fatto un sopralluogo, poi metteremo il tutto a punto».
Per quando?
«Credo entro fine agosto, primi giorni di settembre».
Quanto è importante l'acquario per il Comune?
«È una bella realtà ma potremmo rinnovarla, magari cambiandone la locazione».
Cioè?
«Potremmo spostarlo a Marina sul mare. Mi piacerebbe molto avviare un percorso connesso all'ambito scolastico».
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