Il dolore
Ex ippodromo, ritarda l’avvio dei lavori
L’ultimo finanziamento del Piuss arriverà a fine 2014, per ora non si vedono né camion né ruspe
FOLLONICA
I lavori dentro l’area dell’ex ippodromo saranno gli ultimi a partire. Ci sarà da aspettare ancora (l’ultimo finanziamento per questo progetto arriverà a fine 2014) per vedere il sogno – come viene definito tra gli addetti ai lavori – diventare realtà.
Se lo scorso anno, ad ottobre, l’amministrazione comunale aveva asserito che ad inizio 2012 tutti o quasi i piani riguardanti il Piuss (piani integrati d urbanistica sostenibile, progetti che hanno ricevuto finanziamenti regionali) sarebbero partiti, adesso pare che questo inizio non sia proprio così imminente.
Siamo a fine gennaio e ancora all’interno del vecchio ippodromo di ruspe, camion e operai al lavoro non se ne vede neppure l’ombra.
E così i cittadini iniziano a domandarsi cosa stia accadendo.
Quello che per ora c’è di sicuro è che a breve dovrebbero aprire i cantieri dentro la Fonderia numero 1 e in quella numero 2: finita la stagione teatrale la Leopolda verrà riconsegnata alle ditte vincitrici dell’appalto che dovranno finire l’opera (manca infatti ancora tutto l’allestimento interno), mentre per l’edificio antistante l’amministrazione follonichese ha appena assegnato l'appalto delle opere per la realizzazione di un teatro alla ditta Ati Fimav – Edilizia Polisini Fiorenzo-Marcozzi, lavori per una cifra superiore ai tre milioni di euro.
«Stiamo preparando un incontro per mostrare che cosa accadrà nei prossimi mesi – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Antonio Cetraro – Il parco centrale sarà l’ultimo a partire anche perché per questi interventi abbiamo fatto dei bandi ancora più particolareggiati (offerta economica più vantaggiosa non solo al ribasso ndr) che prevedono aspetti differenti».
In un quadro piuttosto preoccupante, c’è comunque un elemento positivo da sottolineare. Rassicura il fatto che molte delle città che si erano aggiudicate i finanziamenti per il Piuss non sono riuscite poi ad ottenerli perché troppo complicato era farli rientrare nei patti di stabilità imposti dalle normative comunitarie. Follonica, da questo punto di vista, ha fatto meglio e mantenendo la linea stabilita è così riuscita a veder arrivare i primi fondi.
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