Il Tirreno

Grosseto

Sommozzatori in allarme per i liquidi in mare

Nuova emergenza: prelevati campioni di acqua Doppie analisi, poi potrebbero intervenire i robot

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di Francesca Gori

ISOLA DEL GIGLIO

I lavori di defueling possono cominciare anche senza ancorare la nave. Parola del commissario straordinario Franco Gabrielli e dei tecnici di Fincantieri che hanno costruito la Concordia e che dal primo momento hanno seguito l’emergenza nave. Non esiste, dunque, un pericolo inabissamento. Ma se questa emergenza sembra ormai essere lontana, ora ci si comincia a preoccupare per la salute dei soccorritori. Perché quei corridoi, quei saloni, le cabine aperte non sono soltanti sommersi dall’acqua. I sommozzatori sono costretti a nuotare in mezzo ai liquami organici che dai serbatoi di raccolta sono finito ovunque. Insomma, si nuota e si cercano i dispersi, tra le feci di chi era a bordo della nave. Ed è la prima volta, in Italia, che si presenta un’emergenza di questo tipo. Tanto che è stata creata una task force ad hoc per capire a che livello di esposizione sono i sommozzatori che ogni giorno entrano dentro la nave.

Fino ad oggi, nonostante le difficoltà dovute al buio e a tutto quel materiale sversato, i soccorritori hanno continuato a cercare e a percorrere quei corridoi. Ieri sono stati prelevati cinque campioni di acqua distinti, sui quali saranno effettuate ricerche chimiche e biologiche. «I nostri uomini - dice il comandante dei vigili del fuoco Ennio Aquilino - stanno lavorando esattamente nelle stesse condizioni dei militari che operano nelle zone a rischio contaminazione. Dobbiamo tenere d’occhio l’ossidazione di quei prodotti, che potrebbe essere davvero nociva per l loro salute». I primi campionamenti avevano comunque rassicurato gli operatori, che ormai sono passati dalla fase di salvataggio dei dispersi a quella di ricerca.

Ieri i campioni prelevati sono stati inviati all’Arpat si Siena e di Pisa che svolge le analisi. «Il laboratorio doveva chiudere alle 19 - dice il comandante - ma lavorerà tutta la notte per far avere velocemente i risultati all’Asl 9». Qui il secondo passaggio della delicata operazione: incrocio dei dati per capire la nocività sulle persone che si immergono nella Concordia. Poi, tutti i risultati, saranno valutati da Roberto Appiano, il medico dei vigili del fuoco arrivato sull’isola. «Le analisi sono state fatte anche all’esterno - dice Aquilino - dove abbiamo prelevato altri campioni di acqua». Le provette con i campioni sono state affidate alla motovedetta della polizia che le ha portate a Porto Santo Stefano. Da lì sono partite per Siena, sempre con un’auto della polizia. Nel caso in cui i risultati imponessero lo stop ai sommozzatori, le ricerche potrebbero proseguire con l’aiuto di alcuni robot.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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