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Ruzzoloni per strada, record di cause

Ruzzoloni per strada, record di cause

Salgono a 18 i contenziosi contro il Comune di Monte Argentario e altri sono in arrivo

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MONTE ARGENTARIO

È una vera e propria epidemia di cadute sul selciato, a Monte Argentario. Dopo le quattordici cause intentate da altrettanti cittadini di Porto Santo Stefano nel 2011, di cui si è detto a metà dicembre e che sono ancora aperte, altri quattro fascicoli sono piovuti sulla scrivania dell’avvocato Verusca Giannetti di Empoli il 14 gennaio. Quattro cittadini, anch’essi inciampati per la strada, che chiedono i danni.

Il primo è il caso di una signora che il 10 giugno 2010 è caduta in via Baschieri; poi è toccato a una signora che l'11 agosto 2010 è caduta in piazza del Mercato a Porto Santo Stefano. Pochi giorni dopo, il 14 agosto, un'altra donna è volata giù dalla scalinata di via Garibaldi. L'ultimo caso è quello di un uomo che il 4 gennaio 2011 è caduto dal ciclomotore in via Barellai.

Oltre a questi, un numero imprecisato di altri contenziosi sta aspettando di planare nelle stanze dell’ufficio legale empolese, ma al momento manca ancora la convenzione che accolli a Giannetti l’incarico di seguire queste cause (nella foto accanto, alcuni punti dove si sono registrate le cadute).

Non una buona notizia, insomma, per il sindaco Arturo Cerulli. Perché con 18 cause ormai aperte di fronte al giudice, il Promontorio tocca un record mai registrato prima. «Seguo cause per diversi Comuni - spiega l’avvocato Giannetti - ma i numeri sono molto più bassi. A Orbetello, ad esempio, sono solo 4 casi».

Cosa succede, dunque, a Porto Santo Stefano? Le strade sono davvero disastrate? O, come ipotizzò il sindaco a dicembre, qualcuno si è fatto un po’ prendere la mano? Sarà il giudice a stabilirlo, perché il Comune non sembra avere nessuna intenzione di sganciare soldi senza dar battaglia.

Il motivo è noto: l’assicurazione Faro, che copriva il Comune nel caso di rimborsi, è in amministrazione controllata da luglio, dunque Monte Argentario non ha potuto rinnovare la convenzione. Questo significa che se un cittadino vince la causa, l’ente deve tirar fuori di tasca propria il denaro per i risarcimenti.

Si stima che la potenziale spesa per le sole prime 14 cause ammonta a 300mila euro.

«La giurisprudenza è orientata ad attribuire alle amministrazioni una responsabilità intorno al 50-70 per cento - spiega l’avvocato - perciò la nostra linea è molto intransigente».

Il Comune, insomma, è doppiamente interessato a che la difesa sia d’acciaio. E per questo a dicembre rinnovò l’incarico con l’avvocato Giannetti, che già seguiva le pratiche con la Faro, per dare una continuità difensiva.

«Per queste nuove cause però - spiega l’avvocato Giannetti - chiameremo in causa il commissario liquidatore della Faro, perché il Comune venga rifuso dei danni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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