La manifestazione
Questo è il paese del vento Lo dicono anche i numeri
CASTEL DEL PIANO Castel del Piano paese del vento. Tutti lo dicono, gli eventi atmosferici lo dimostrano ma mai nessuno si era preso la briga di segnare per tutto un anno intero i giorni più...
CASTEL DEL PIANO
Castel del Piano paese del vento. Tutti lo dicono, gli eventi atmosferici lo dimostrano ma mai nessuno si era preso la briga di segnare per tutto un anno intero i giorni più ventosi, quelli, insomma, caratterizzati non da una brezzolina, ma da venti forti. Franco Martinelli, casteldepianese doc, lo ha fatto. Pazientemente ha segnato nel calendario con una crocetta i giorni interessati dal vento forte; e ha portato a termine questo lavoro senza una motivazione specifica se non quella di osservarne l’andamento. Un’osservazione fai da te, senza pretese scientifiche. Eppure dal calendario-anemometro privato di Martinelli possono sorgere varie riflessioni. Intanto, dal suo taccuino privato si desumono questi dati: gennaio 2011, 9 giorni di tramontana, febbraio 13 giorni (2 di levante e 11 di tramontana), 12 giorni a marzo (fra grecale, tramontana e libeccio), 7 giorni ad aprile , 8 a maggio, 5 a giugno, 5 a luglio, 4 ad agosto, 4 a settembre, 10 ad ottobre, 10 a novembre, e 12 a dicembre. Per un totale di 99 giorni sui 365 del 2010. «A cosa mi serve? Solo a soddisfare la mia curiosità e a dimostrare che Castel del Piano è proprio il paese del vento». Eppure qualcosa in più ci deve essere. Martinelli è un grandissimo appassionato di funghi e tartufi e è un cercatore magistrale. E infatti, la voglia di segnare il vento si incrocia con questa passione, come dice lui stesso: «Si sa - osserva Martinelli - che dopo 12 giorni da una bella acquata, nella stagione adatta, cominciano a spuntare i funghi. Ma ho osservato che dopo che è cominciata la fungata, se viene qualche giorno di tramontana, tutto si interrompe e di funghi neppure più l’ombra. Quest’anno dopo il dodicesimo giorno dall’acquazzone osservato, andai per funghi e ne raccolsi ben 10 chilogrammi. Speravo di continuare così, invece, la tramontana dei giorni seguenti interruppe del tutto la crescita. Porcinaie completamente azzerate. Invece per i tartufi non è lo stesso. Stanno sotto terra e sono influenzati più dall’acqua che da vento freddo di tramontana». E infine un’idea: «Visto che il nostro paese è il paese del vento, potremmo pensare - dice - a qualche sfruttamento per l’energia eolica. Sicuramente la materia prima ci sarebbe». «Una volta i rilevamenti scientifici c’erano, e come - dice Giorgio Bonelli dell’associazione micologica del Monte Amita - c’era una centralina, a Marinella, che rilevava piogge e venti. Oggi non c’è più e tutti i rilevamenti li fa direttamente la regione coi suoi strumenti. Peccato, perchè quella centralina ci forniva notizie preziose». (f.b.)
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