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Il pronto soccorso rischia di sparire Un piano per salvarlo

Il pronto soccorso rischia di sparire Un piano per salvarlo

Assemblea dei vertici del Pd in programma per sabato La speranza è la distribuzione dei paesi di montagna

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di Fiora Bonelli

CASTEL DEL PIANO

Patata bollente sanità dell’Amiata alla prova di una pubblica assemblea, con politici del Pd che verranno a spiegare alla cittadinanza, il 28 gennaio, alle 16,30 nella sala del consiglio comunale di Castel del Piano, il “piano sanitario e sociale Integrato regionale. 2012 – 2015. Novità e conferme per i territori montani”. Un incontro organizzato dal Pd con la partecipazione di Lucia Matergi consigliere regionale e componente commissione sanità e politiche sociali, Marco Ruggeri responsabile sanità Toscana. Interverranno: Annarita Bramerini, assessore all’Ambiente della Regione e Claudio Franci, presidente della Società della salute Amiata. Attesissimo, questo incontro, dopo che la bozza di piano sanitario ha inserito fra i suoi punti anche quello che gli ospedali di tipologia A (come Castel del Piano) non sono destinati ad avere un pronto soccorso, ma solo un Pet, punto di emergenza territoriale da dove spedire il paziente a destinazione e niente altro. Uno snodo per le ambulanze. Ragion per cui le perdite subite negli anni dal presidio ospedaliero non sarebbero neppure risarcite da quel pronto soccorso per la nuova struttura del quale sono stati spesi ben 4 milioni e 200.000 euro. Una grossa cifra che lascia intendere quanto vi puntassero aspettative e speranze sia della maggioranza che della minoranza sia le commissioni sanità sia la popolazione. Il modello ospedaliero regionale prevede che il pronto soccorso sia riservato solo a ospedali di altri livelli. Secondo Tiberio Tiberi, coordinatore Amiata del Pd, potrebbe comunque esserci la via di uscita della montanità o, meglio, la distribuzione geografica dei paesi della montagna. Perché il piano, partendo dal concetto di area vasta, indica in 45 minuti il tempo massimo entro il quale il cittadino di ogni comune debba raggiungere il più vicino pronto soccorso.

Ecco “la scappatoia” che potrebbe usare Castel del Piano e sperare, in deroga, di vedersi riconosciuto un reparto di pronto soccorso.

Il problema, però, ha anche un’altra faccia della medaglia e potrebbe riportare a guerre versantistiche fra gli ospedali di Castel del Piano e Abbadia San Salvatore, che distano fra di loro meno di 45 minuti. Se fra i due pronto soccorsi ne fosse scelto uno solo e l’altro ridimensionato, sarebbe inevitabile una vera e proprio guerra degli ospedali. Ma si osserva pure che nelle due Amiate sono compresi paesi che distano da Castel del Piano e Abbadia ben più di 45 minuti. Insomma un polverone. La popolazione questa volta è decisa a fare quadrato, con l’appoggio di maggioranza e opposizione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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