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Grosseto

Identificata la sposina di Biella Aveva la borsa di una brasiliana

GROSSETO Portava a tracolla una borsa, rimasta insieme a lei chissà come, nelle sale della Costa Concordia invase dall'acqua, dove gli effetti personali galleggiano senza controllo, sospesi nel buio...

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GROSSETO

Portava a tracolla una borsa, rimasta insieme a lei chissà come, nelle sale della Costa Concordia invase dall'acqua, dove gli effetti personali galleggiano senza controllo, sospesi nel buio squarciato dalle torce dei sub. La borsa di una donna brasiliana, Lena. Ma quel corpo non appartiene a Lena. Lena è viva. E' sbarcata, è stata regolarmente registrata: il nome di questa brasiliana nata nel 1983 è negli elenchi delle persone identificare dopo il naufragio. Il corpo della salma numero 12 appartiene invece a un'italiana: a Maria Dintrono, nata il 19 novembre del 1981 a Corato di Bari ma residente a Cavaglià di Biella. L'ha riconosciuta ieri mattina il marito che era con lei sulla nave insieme a un cognato e ai suoceri di cui venivano festeggiate le nozze d’oro. Il marito aveva detto a chi coordina le ricerche: «indossava stivali e jeans». E in effetti la salma recuperata aveva jeans e stivali, con una maglietta color panna. Aveva anche quella borsa contenente i documenti di Lena. Come sia stata possibile che la borsa le si sia accostata, non è chiaro. Forse sono state le correnti che per un bizzarro gioco del destino l'hanno portata a infilarsi tra le braccia di Maria. Forse borsa e corpo erano talmente vicine che i soccorritori non hanno potuto sbagliarsi al momento del recupero. Separate da due anni di età e da un destino opposto, Maria e Lena hanno vissuto idealmente accanto per alcune ore, fino all'identificazione ufficiale, avvenuta ieri mattina anche grazie alla fede che la donna italiana portava all'anulare sinistro.

All'interno, ha detto il marito, c'è scritto il mio nome - Vincenzo - e la data delle nozze. Ma anche se l'anello non ha raccontato l'ultima verità, perché la lunga permanenza in acqua ha reso impossibile sfilarlo, Vincenzo non ha avuto dubbi e di fronte agli uomini della polizia di stato ha riconosciuto senza dubbi i resti della moglie: «E' Maria». Oggi per lei sarà il giorno dell'esame autoptico, uno di quelli eseguiti dagli specialisti della Scientifica di Roma incaricati dalla Procura dopo i primi cinque esami affidati all'Istituto di medicina legale di Siena. La Scientifica si occuperà anche della salma numero 12, una donna peruviana (le salme di donne finora esaminate sono 4). E forse anche dell'ultimo corpo recuperato in attesa di identificazione, anche questo di una donna, ormai difficilmente riconoscibile a causa del lungo periodo trascorso in acqua: apparentemente italiana, con alcuni monili d'oro. Non sembra possibile che sia lei la peruviana di 25-26 anni perché questa donna appare notevolmente più anziana. Servirà il dna e non sembrano esserci alternative per l'identificazione. A questo proposito, la polizia scientifica di Grosseto ieri è stata a Isola del Giglio per eseguire i tamponi sui parenti degli scomparsi.

Pierluigi Sposato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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