Sicurezza
È il giorno del giudizio Borghi è dentro o fuori
La corte di Appello di Firenze discute il ricorso alla decisione del tribunale Se sarà confermato ineleggibile potrebbe lasciare alla vice Iacomelli
di Alfredo Faetti
GAVORRANO
E’ il B-day a Gavorrano, dove B sta per Borghi (e nessun altro). Questa mattina a Firenze la Corte d’Appello discuterà il ricorso che il sindaco ha presentato contro la decisione del tribunale di Grosseto, che ha accolto l’azione della Prefettura circa il caso ineleggibilità. E’ una tappa fondamentale per la seconda legislatura di Massimo Borghi, perché gli scenari nel comune minerario potranno cambiare a seconda di cosa decideranno i magistrati e lo stesso sindaco. La vicenda è arcinota: Borghi, quando si è candidato, non ha presentato la domanda di aspettativa dal suo lavoro di dipendente comunale entro i termini previsti per legge. Secondo la Prefettura di Grosseto questo basta per dichiararlo ineleggibile, tanto da promuovere un ricorso poi accolto dal tribunale. In sede di primo grado, i legali del primo cittadino, Mario Giarrusso del foro di Catania e Nicola Maria Tamburro di quello grossetano, hanno provato inutilmente a far valere la retroattività dell’aspettativa. E questa mattina torneranno a puntare forte su questo tema, sperando che la Corte d’Appello ribalti il giudizio del tribunale maremmano.
In questo caso, non ci sarebbero stravolgimenti nella vita politica di Gavorrano: Borghi continuerebbe a indossare la fascia tricolore e a governare il Comune. In caso contrario, invece, gli scenari potrebbero essere due, a seconda di cosa vorrà fare il sindaco. Ipotesi uno: la Corte d’Appello conferma quanto stabilito in primo grado e Borghi decide, come ha sempre detto di voler fare, di continuare nel percorso giuridico fino in terzo grado, ossia la Cassazione.
L’epilogo, a questo punto, si allontanerebbe notevolmente. Il fattore temporale infatti gioca un ruolo chiave su questa tappa della vicenda, se Borghi venisse riconfermato ineleggibile. A metà febbraio scadono i termini per istituire i comizi elettorali, passo obbligato per indire nuove elezioni alla prossima tornata utile, fissata per il prossimo maggio quanto andranno a votare Pitigliano, Campagnatico e Manciano. La Corte d’Appello emanerà in tempi brevi il suo verdetto, dando modo così ai legali di Borghi di leggere le motivazioni e decidere di presentare un eventuale ricorso entro 60 giorni, proseguendo nel cammino dei tribunali. Se invece il sindaco e i suoi avvocati decideranno di fermarsi qui, ecco che arriviamo all’ipotesi due: Borghi decade e lascia la poltrona al suo vice Elisabetta Iacomelli, a cui andrà il compito di traghettare il Comune fino alle urne.
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