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Cellulari in Comune, 2 dicono no

Cellulari in Comune, 2 dicono no

Presidente del consiglio e assessore rinunciano ai telefoni aziendali

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ORBETELLO

Telefono aziendale sì, telefono aziendale no: è questo uno dei “dibattiti” che da un mese a questa parte accende la politica in laguna.

Il primo a lanciare il sasso fu Jacopo Padovani, presidente dell’associazione politico-culturale “Alleanza per il Futuro”, puntando il dito contro la delibera della giunta Paffetti con la quale si è stabilito di dotare alcune figure dell’amministrazione comunale (sindaco, assessori, presidente del consiglio, dirigenti e segretario)di telefono cellulare “aziendale”.

A Padovani, che accusava sprechi e privilegi “mai visti prima a Orbetello”, replicò per le rime proprio Monica Paffetti, spiegando come in realtà quelle utenze rientrino in un progetto di riorganizzazione della telefonia in municipio, in virtù del quale il Comune risparmierà parecchi soldini.

Sembrava finita lì, e invece ecco a sorpresa un comunicato del presidente del consiglio comunale, Mario Chiavetta: uno dei beneficiari delle nuove “utenze di servizio”, che però – citando proprio Padovani – si dichiara pubblicamente contrario alla scelta della giunta, precisando di aver manifestato con lettera ufficiale del 20 dicembre scorso «la mia convinta intenzione di non usufruire né di una sim né del relativo telefono cellulare».

Nessuna azione dimostrativa verso il sindaco, come si affretta a precisare lo stesso Chiavetta, «ma una scelta morale».

A seguire la stessa strada di Chiavetta è poi l’assessore Alessandro Ragusa, che disponendo già di due cellulari, ha preferito fare a meno del terzo.

Tutto il resto della giunta ha accettato invece il telefono di servizio. Niente di anomalo rispetto a gran parte delle amministrazioni pubbliche, sia oggi che nel passato, come ha ribadito il sindaco Paffetti in una sua nota al Tirreno.

Le spese di gestione della telefonia mobile del Comune comportano per ogni chiamata un impegno di 5 millesimi di euro al minuto, senza scatto alla risposta, mentre i telefoni sono stati presi in comodato d’uso (solo per chi li ha richiesti) a 50 centesimi al mese (6 euro annui per ciascun telefono). Queste condizioni sono state rese possibili grazie all’adesione a un’apposita convenzione Consip, società per azioni del ministero dell’economia e delle finanze, che lavora al servizio esclusivo delle pubbliche amministrazioni.

Sulle polemiche che si sono susseguite, l’assessore all’innovazione tecnologica, Giuliano Baghini, chiosa: «I risparmi sono palesi, non riconoscerli è pura demagogia. È un'opera di ottimizzazione del servizio telefonico. Finora il centralino era il tramite fra più cellulari (con una spesa che si aggirava sui 30 centesimi al minuto per apparecchio), ora le spese saranno inferiori e i contatti tra uffici immediati».

Claudia Della Verde

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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