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Grosseto

Arriva la famigerata Imu Ecco chi paga a Grosseto

Arriva la famigerata Imu Ecco chi paga a Grosseto

Il Comune sta lavorando alle aliquote: si punta alla riduzione sulla prima casa e a un aumento per la seconda. «In ogni caso non la useremo per fare cassa»

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di Emilio Guariglia

GROSSETO

L’ansia da 2012 ha molte facce. I più fortunati hanno tempo di preoccuparsi per la profezia Maya che vuole quest’anno la fine del mondo, i poveri cristi alle prese col risicato bilancio familiare aspettano con terrore l’arrivo dell’Imu, ovverosia la nuova tassa sulla casa di proprietà che – dalle ceneri dell’Ici – da giugno ogni italiano dovrà pagare.

Come l’Ici, anche l’Imu verrà determinata dai singoli Comuni. Il Governo ha dettato parametri di base con i quali stabilisce la quantità di soldi che, dall’Imu, deve arrivare allo Stato; i Comuni, da parte loro, su quei parametri hanno margini di manovra, in aumento o in riduzione: aumentando fanno cassa, riducendo ci rimettono.

È dunque una (sia pur magra) consolazione per i grossetani sapere che l’amministrazione comunale cittadina prima ancora di determinare nel dettaglio le aliquote Imu da applicare, ha deciso di attenersi a una filosofia precisa: no all’Imu come strumento per fare cassa.

«I nostri uffici stanno lavorando su una bozza di proposta da sottoporre ai partiti di maggioranza per il confronto», spiega l’assessore al bilancio e vicesindaco Paolo Borghi. «Ma il punto di partenza è preciso: il Comune di Grosseto dall’Imu vuole garantirsi solo l’equivalente del gettito Ici incassato nel 2011, cioè 15 milioni di euro. Non un euro di più, ma neppure uno di meno, se no l’Ente non potrà più garantire i servizi».

Il dato è importante, perché il 2011 è stato l’anno in cui i cittadini non hanno pagato l’Ici prima casa. Dunque il Comune di Grosseto, almeno negli intenti, non punta a tornare ai ricchi incassi assicurati dall’Ici fino al 2009, ma solo a mantenere il livello di introiti sui quali ci si era assestati dopo l’abolizione dell’imposta.

Ma alla fine, cosa si devono aspettare i grossetani?

Lo Stato, come detto, dà due margini: sulla prima casa l’imposta è fissata allo 0,4% dell’attuale rendita catastale, rivalutata del 60% dal Governo; sulla seconda (o terza, quarta, etc.) casa, l’aliquota è dello 0,76%. L’aliquota sulla prima casa può essere ritoccata dai Comuni al ribasso (minimo 0,2%), o al rialzo (senza limiti). Sull’aliquota 0,76% è possibile solo il rialzo. In entrambi i casi, tutto ciò che entra in meno o in più è affare del Comune, che può rimetterci o guadagnarci, a discrezione. Il tutto tenendo presente le detrazioni, che il Comune è obbligato a praticare a suo carico: 200 euro su tutte le prime case e 50 per ogni figlio residente (anche non a carico) sotto lo stesso tetto familiare.

Un calcolo a titolo d’esempio è presto fatto. A Grosseto ci sono 10mila abitazioni categoria A4, “case popolari”. La loro rendita catastale media è di 261 euro, che con la rivalutazione del 60% arriva a 417 euro. Con l’Imu allo 0,4%, l’imposta sarebbe di circa 166 euro: la detrazione prima casa è 200 euro, dunque per questa fascia di alloggi nessuna tassa.

Insomma, per capirsi, con aliquota allo 0,4 l’Imu la pagherà solo chi ha casa con rendita (rivalutata del 60%) oltre i 500 euro o giù di lì, e sempre che non abbia figli, dunque ulteriori detrazioni. A Grosseto ci sono in tutto (dato al 1° luglio 2011) circa 44mila abitazioni, il 60% delle quali prima casa. La media della rendita catastale non è elevatissima, ed è chiaro che molti saranno esonerati dall’Imu. Per raggiungere quota 15 milioni di euro, quindi, il Comune ha due opzioni: ritoccare al rialzo l’aliquota 0,4%, o agire su seconde case e altri immobili. Ed è proprio quest’ultima l’ipotesi sulla quale gli uffici stanno lavorando.

«È così», conferma Borghi. «Lavoriamo all’ipotesi di una riduzione dell’aliquota sulla prima casa allo 0,35%, così da limitare la platea dei contribuenti Imu solo a chi possiede alloggi di un certo valore e si presume abbia meno difficoltà. Mentre si andrà a recuperare, fino allo 0,8 - 0,9%, su seconde case e strutture di pregio. Questo anche perché, va ricordato, l’Imu ingloberà l’Irpef: dunque la rendita da seconda casa non andrà più a gravare sulla dichiarazione dei redditi».

Misure all’insegna dell’equità, assicura insomma l’assessore. Che annuncia già entro la prossima settimana la riunione della maggioranza per il primo confronto. Dopodiché voto in consiglio e – da giugno – prima rata dell’Imu da pagare.

Non resta che incrociare le dita e augurarsi di non ritrovarsi a fare i conti con l’ennesima stangata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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