Sicurezza
Si schianta tornando a casa muore sul colpo a 44 anni
Riccardo Palmieri, notissimo ristoratore gavorranese titolare del “Cannavota” rientrava dal lavoro in piena notte. Lascia la moglie e un figlio piccolissimo
di Elisabetta Giorgi
SCARLINO
«Ho visto l'auto accartocciata nel fossino: sono sceso, la scena era raccapricciante», dice un soccorritore che si era fermato ai bordi della strada per aiutare la vittima incastrata tra le lamiere. Era tardi ormai: nella curva fatale Riccardo Palmieri - 44 anni abitante a Bagno di Gavorrano e padre di un bimbo di un anno e mezzo - aveva trovato la morte sul colpo. L'asfalto era viscido, reso scivoloso dall'umidità. Lui tornava a casa dal lavoro.
Senza documenti, patente e portafoglio, il suo corpo straziato non avuto subito un nome se non quello associato alla targa. Solo dopo ore è stato identificato con precisione.
Lo schianto si è consumato tra sabato e domenica alle 4,30, sulla provinciale 60 del Puntone, nel comune di Scarlino di fronte all'Alberguccio. Palmieri, classe 1968, residente a Bagno di Gavorrano, guidava una Renault Modus in direzione Puntone-Gavorrano. Un'arteria piena di insidie e in cui proprio tra una curva più morbida e un'altra più tortuosa che virava a sinistra, Palmieri, «per cause in corso di accertamento» come dicono i carabinieri, è uscito fuori strada nel suo senso di marcia.
Secondo i militari pare che abbia fatto tutto da solo; non si esclude il passaggio di animali che potrebbe averlo distratto. La Renault è finita nel fossino e si è rovesciata schiacciandosi. Il 44enne è morto sul colpo. Alcune auto si sono fermate e hanno tentato di prestare aiuto, ma la scena era disperata e straziante. «Quando sono passato di lì - racconta Giulio Mezzedimi, abitante a Gavorrano e che guidava nella stessa strada - un altro ragazzo si era già fermato e aveva chiamato il 118. Ho accostato anch'io. L'auto era capovolta e l'uomo che era dentro - continua il testimone - era col corpo steso sul tetto ribaltato in giù. Da fuori si vedevano solo le gambe. La testa aveva spaccato il parabrezza e usciva dal vetro; il resto del corpo, busto e torace erano incastrati nel cruscotto». Sono arrivati i carabinieri di Scarlino, l'autoradio Norm di Massa Marittima, il 118. I vigili del fuoco hanno estratto il corpo dalle lamiere e Mezzedimi ha voluto collaborare.
Riccardo Palmieri gestiva insieme alla sua famiglia (genitori e sorella) la trattoria Cannavota, al confine tra Follonica e Scarlino, nella strada che porta al Casone. Un'attività frequentata dai moltissimi lavoratori, operai edili della zona.
Persona mite e conosciuta da tutti a Bagno di Gavorrano, si era sposato due anni fa in Comune con la moglie Laura, trentenne originaria di Prata. A Bagno viveva con lei e il figlio di un anno e mezzo, ma di fatto era un follonichese doc. La sorella Micaela, che fa parte del rione Senzuno, ogni anno si occupa della realizzazione del carro di Follonica e prende parte alla sua animazione durante le sfilate. In paese Riccardo frequentava spesso il bar Sport insieme all’amico fraterno Guido Abis. «Eravamo sempre insieme - dice lui sotto choc - Tra una bevuta e l'altra giocavamo le schedine del Totocalcio, passavamo il tempo così,quando non eravamo in famiglia e al lavoro». L'ultima telefonata tra i due amici era stata per giocare la schedina. «L'ho chiamato verso le 18,30 ma il telefono era staccato e poi dava libero. Era sicuramente a lavoro. Dovevamo vederci la sera». Poi lo schianto, proprio quando tornava dal lavoro. Il corpo è stato portato all'obitorio di Grosseto. I funerali sono oggi alle 15: la salma partirà oggi dal Misericordia alla volta del cimitero di Follonica. (ha collaborato Paola Villani)
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