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Tubercolosi al Poggio Sono 10 gli abitanti sotto sorveglianza Asl
Un uomo ha un inizio di malattia con bassa carica batterica Test allergologici sui vicini di casa e raggi x su una bambina
di Francesca Ferri
GROSSETO
In città torna il fantasma della tubercolosi. Questa volta “osservato speciale” è il residence Il Poggio, a Roselle, le case popolari che ospitano 90 famiglie, spesso al centro delle cronache per arcinoti problemi di sovraffollamento, manutenzione, sporcizia, litigi anche violenti fra gli inquilini.
Una decina di abitanti, tra i quali almeno una bambina, sono stati sottoposti nei giorni scorsi ai test allergologici per verificare se fossero stati contagiati dalla malattia. Per la piccola i sanitari hanno disposto anche l’esame radiografico, come racconta la mamma (la cui identità per motivi di privacy non può ovviamente comparire).
A far partire l’allarme sono state le condizioni di salute di un inquilino del Poggio che, come raccontano gli stessi vicini di casa, ha contratto un inizio di Tbc. La Asl 9 spiega che si tratta di sorveglianza ordinaria sui contatti di un caso di bassa carica batterica.
«È comunque la seconda volta che ci fanno ripetere il test - spiega una donna - e lunedì ci daranno i risultati».
La tubercolosi è una malattia infettiva che attacca comunemente i polmoni, ma può interessare anche l’intestino, il sistema nervoso centrale, il sistema linfatico, l’apparato circolatorio, l’apparato genito-urinario, le ossa, le articolazioni e persino la pelle. È causata dal Mycobacterium tuberculosis e si trasmette per via aerea, a causa dell’esposizione al bacillo presente nelle goccioline di saliva o di secrezioni bronchiali, prodotti da persone con tubercolosi della laringe o polmonare, attraverso colpi di tosse o starnuti.
Sintomi della tubercolosi sono tosse, perdita di peso, dolore toracico, febbre e sudorazioni, addirittura sangue nell’espettorato. Il test della tubercolina è l’esame preliminare più diffuso che può avere due esiti: una reazione positiva, che indica che il sistema immunitario è già venuto a contatto con il batterio, oppure negativa, che significa che il contatto non c’è stato.
Se la tubercolina è positiva, bisogna accertare o escludere una malattia attiva soprattutto nei polmoni e a tale fine si esegue una radiografia del torace. Tra i metodi diagnostici c’è anche l’esame diretto dell’espettorato.
La tubercolosi, spiega la Asl, è una malattia curabile. L’arma per sconfiggerla è una lunga terapia con gli antibiotici (i più efficaci sono isoniazide, rifampicina, pirazinamide, streptomicina ed etambutolo in diverse combinazioni tra loro). La terapia, si legge sul sito del Ministero della Salute, può durare da sei a 18-24 mesi. Ed è proprio la durata della cura che potrebbe rappresentare il pericolo più insidioso verso la guarigione: col tempo c’è il rischio che i pazienti non rispettino dosi e numero di somministrazioni e si crei una resistenza agli antibiotici.
Da gennaio a ottobre 2011 la Asl 9 ha registrato 15 casi di tubercolosi in città, gli stessi del 2010.
Ma al Poggio la preoccupazione è palpabile. La bimba mostra il braccino dove le hanno fatto «la punturina» e racconta che le hanno fatto «la foto». La mamma la guarda con apprensione. «Non stiamo tranquilli - spiega - qui ormai c’è di tutto».
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