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L’esperto: «Meglio le alghe delle barriere»

L’esperto: «Meglio le alghe delle barriere»

FOLLONICA Le barriere soffolte o emerse non riescono a salvaguardare la costa. Le parole del professor Roberto Bedini, direttore dell'Istituto di Biologia Marina di Piombino, ospite della serata...

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FOLLONICA

Le barriere soffolte o emerse non riescono a salvaguardare la costa. Le parole del professor Roberto Bedini, direttore dell'Istituto di Biologia Marina di Piombino, ospite della serata organizzata dai Rotary Club di Follonica e Massa Marittima, hanno portato nuovi spunti per la discussione del problema dell’erosione. Alle soglie della partenza del piano da circa 15 milioni e mezzo di euro che interesserà il litorale messo in piedi per il ripascimento delle spiagge, sentire una campana totalmente diversa fa riflettere. «L’erosione - dice Bedini - deve essere fatto risalire all'arretramento della prateria di alghe: in passato arrivava a ridosso del litorale mentre oggi, come spiegano i pescatori della zona, non è più così vicina. Quel folto strato di vegetazione abbatteva la forza delle onde, oggi non è più così. E le barriere emerse o soffolte non hanno lo stesso effetto delle alghe. Sono superfici dure, lisce, che non attutiscono la forza del mare. Per questo sarebbe bene salvaguardare la prateria, seppur fastidiosa o di scarsa bellezza». Insomma quello che intende il professore è che qualcosa di rigido e poco flessibile come le barriere non evita il problema: come esempio ha portato ciò che è accaduto nella parte nord della spiaggiadove l’arenile di fronte alle scogliere è aumentato, ma quello subito adiacente è diminuito. Si sono create solo delle piccole penisole in prossimità delle barriere. La vegetazione marina invece essendo mobile riesce a rallentare la forza delle onde e nello stesso tempo attutendole riesce anche a far sedimentare in quel punto nuova sabbia.

E non solo Bedini ha lanciato anche un’idea per sviluppare il turismo. «Credo che sarebbe opportuno - ha detto - disporre una serie di laboratori ambientali lungo la costa per lavorare a stretto contatto con l'istituto di Piombino, monitorare il mare e creare un turismo differente, anche lontano dall'estate, che attragga in questa zona le gite delle scuole, dalle elementari all'università, ma anche gli studiosi. E' un tipo di attività che stiamo già svolgendo, ma che andrebbe intensificata, semplicemente sfruttando le caratteristiche che il nostro Golfo ci offre».

Paola Villani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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