Il Tirreno

Grosseto

Una stangata sul trasporto scolastico

Una stangata sul trasporto scolastico

Aumenti consistenti in molte fasce di reddito. Resta l’esenzione totale solo per chi è sotto ai 5000 euro di Isee

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di Maurizio Bernardini

GROSSETO

I grossetani sono destinati a spendere più soldi per poter mandare i propri figli a scuola. La quota di compartecipazione per il prossimo anno scolastico, riferita alla voce "trasporti", è stata infatti ritoccata. La delibera, approvata all'unanimità dalla giunta comunale, indica cifre ben al di sopra di quelle previste, per lo stesso tipo di servizio, lo scorso anno. La scure dei rincari si è abbattuta in modo maggiore su chi ha un reddito più elevato, ma nel complesso l'intervento resta decisamente duro da digerire.

Il contributo da versare è suddiviso per dieci fasce di reddito, calcolate seguendo i numeri dell'Isee. Bene, solamente la prima sezione, quella dedicata a chi ha un reddito inferiore ai cinquemila euro, non è stata modificata, risultando, ovviamente, ancora ferma a quota zero. Prima di scorrere i numeri occorre, però, fare un passo indietro: durante il 2011, questo servizio, era suddiviso tra scuola dell'infanzia e primo ciclo d'istruzione. Naturalmente, il trasporto dei più piccoli costava, a parità di Isee, qualcosa di più. Una cifra tra i 15 ed i 20 euro annui. Oggi il sistema è cambiato e le tariffe approvate sono valide per istituti di ogni ordine e grado. Per il nostro confronto prenderemo dunque in considerazione i valori più alti dello scorso anno, quelli dedicati alle scuole dell'infanzia, paragonandoli agli attuali: per la fascia tra i cinquemila ed i seimilacinquecento euro di reddito il contributo passa da 145 euro annui a 150. Aumento più consistente quello per chi presenta una dichiarazione tra i seimila e cinquecento e gli ottomila e cinquecento: da 160 a 190 euro. Altri venti euro di aumento per la categoria reddituale superiore, quella che va dagli ottomila e cinquecento agli undicimila euro. Variazioni che, seppur contenute, pesano, soprattutto in un contesto nel quale tutto aumenta, tranne che le entrate delle famiglie. Per i cittadini fermi nella zona centrale, quella destinata a chi dichiara un reddito tra gli undici ed i quattordicimila euro, l'incremento è forte, addirittura di cinquanta euro, questo è il dato più preoccupante insieme a quello della fascia successiva. Infatti, è vita dura anche per chi sta un po' meglio: chi risulta, sempre secondo il proprio Isee, avere un indice tra i 14 ed i 17 mila euro è destinato a sborsare qualcosa come 350 euro. Ben 105 euro in più rispetto a quanto pagato appena un anno fa. Di certo chi si troverà a dover affrontare queste cifre non potrà lamentarsi co, mentre chi occupa la settima fascia avrà un aumento da 275 a 410 euro. Ma come se la passerà chi guadagna qualcosa di più? La fascia numero otto, quella in cui vengono inseriti i cittadini che presentano una dichiarazione tra i 22 ed i 28 mila euro, subirà un salasso, passando da 310 a 460 euro. Nulla a confronto a chi staziona nella soglie superiori, grazie ad un Isee tra i 28 ed i 35 mila euro e chi supera quest'ultima cifra: gli aumenti saranno rispettivamente di 225 e 280 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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