La manifestazione
Un commissario per salvare il mare
Nominato Gabrielli e approvato il piano antinquinamento La Provincia si costituisce parte offesa per avere i danni
di Alfredo Faetti
GROSSETO
Il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza per il Giglio, nominando come commissario il capo della protezione civile Franco Gabrielli.
Le due notizie, molto attese, sono arrivate nel tardo pomeriggio di ieri, quando già se ne era diffusa un’altra in mattinata: l’approvazione del piano antinquinamento. Insomma, la macchina per evitare quello che il presidente Leonardo Marras ha definito «uno scenario apocalittico» è in moto. E sono tutti coinvolti: dal governo fino ai Comuni maremmani. Gabrielli avrà il potere di evitare i vincoli presenti nell’area, in modo da poter intervenire repentinamente, e il compito di organizzare la macchina organizzativa, che passerà sotto di lui al comitato di coordinamento e infine al soggetto attuatore, che pur essendo di natura pubblica farà affidamento al portafogli di Costa Crociere.
Tant’è che il piano antinquinamento è stato presentato proprio dalla compagnia ammiraglia. Un piano già partito. «Dobbiamo prepararci al rischio più grande, in modo da essere pronti anche all’evento più remoto» dice il numero uno della Provincia. In parole povere, alla fuoriuscita del gasolio in mare. Un centimetro cubo del carburante, infatti, è in grado di inquinare il 90 per cento di un metro cubo d’acqua. Ecco: nei serbatoi ce ne sono 2350 tonnellate. «Ce n’è abbastanza per compromettere la costa di tutto il centro nord». Intanto però, la Provincia è partita da quella maremmana, convocando tutti i sindaci dei Comuni della costa. A loro il compito di dare alla protezione civile provinciale tutte le informazioni riguardo al materiale e agli uomini a disposizione di ognuno. Guanti, secchi, tute: ogni cosa deve essere censita. In più, i sindaci da Follonica a Capalbio hanno l’obbligo di individuare un punto per allestire in un istante un proprio centro operativo. Tutto questo entro lunedì, quando verranno convocati di nuovo a palazzo Aldobrandeschi per portare le proprie relazioni.
Ora che è stato dichiarato lo stato d’emergenza, tutte le operazioni saranno coordinate dalla protezione civile secondo la neonata struttura organizzativa, ma ogni sindaco sarà responsabile del proprio territorio. Insomma, tutto è pronto per tutto. «Del resto se non avessimo avuto un ottimo piano di protezione civile non saremmo stati in grado di affrontare l’accoglienza di 4200 naufraghi. Grazie alla nostra preparazione invece abbiamo messo in campo quello che è stato il piano d’accoglienza della Toscana per i profughi in tre ore» dice chiarificatore Marras. “La fortuna va aiutata”, è il motto in Provincia.
Certo è che una situazione simile danni ne ha già fatti. Ad esempio con tutti i saponi, i solventi e le altre sostanze a bordo della nave finite nel mare del Giglio. «Le panne messe intorno alla hanno sterilizzato l’acqua, consentendo all’Arpat di iniziare con i primi controlli» spiega il presidente. Senza contare, poi, che la Concordia resterà lì per diversi mesi. «E’ un danno per il territorio, anche in vista della prossima stagione. – termina Marras – Per questo, oltre a parte civile, stiamo considerando di costituirci parte offesa, insieme al Comune dell’isola del Giglio».
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