Finanza
Tre alloggi per bisognosi da Unicoop e Diocesi
GROSSETO Tre alloggi destinati ad altrettante famiglie bisognose verranno messi a disposizione da Unicoop Tirreno nei locali retrostanti il supermercato di via Emilia. La gestione di “Casa Madre...
GROSSETO
Tre alloggi destinati ad altrettante famiglie bisognose verranno messi a disposizione da Unicoop Tirreno nei locali retrostanti il supermercato di via Emilia. La gestione di “Casa Madre Teresa”, questo il nome scelto per la struttura dal vescovo Agostinelli, sarà coordinata dalla Caritas diocesana e affidata a Don Enzo Capitani. Gli appartamenti sono stati ricavati dal fondo in via Adriatico 5-7 che la cooperativa aveva acquistato da una sala bingo quattro anni fa.
I lavori di ristrutturazione del fondo hanno comportato una spesa di 60.000 euro coperta dalla Diocesi con risorse proprie e con l'otto per mille della Cei . Il Comune di Grosseto dal canto suo pagherà indirettamente gli arredi attraverso i fondi dell’8% degli oneri di urbanizzazione secondaria destinati ad “opere di carattere religioso, sociale, culturale, sanitario”. Inoltre l'amministrazione comunale ha concesso il cambio di destinazione d'uso a costo zero. «C'è voluta una lunga trattativa per convincerli» ha voluto puntualizzare durante l'inaugurazione Fiorenzo Tuccio, geometra vicino alla curia, sorridendo in direzione del sindaco Bonifazi che ha replicato «i tecnici fanno le cose, i politici devono prendersi la colpa». I locali sono stati ceduti da Unicoop alla Caritas diocesana in comodato d'uso per otto anni. «Un piccolo passo per dare risposte alle richieste che ogni giorno arrivano alle nostre parrocchie e uffici» ha detto Agostinelli affiancato dal direttore della Caritas Alberto Eusepi. «Non si tratta di beneficenza ma di una scelta in linea con la nostra mission ed il nostro impegno solidale» ha aggiunto il presidente di Unicoop Marco Lami.
Gli alloggi, circa 35 mq ciascuno, sono composti da soggiorno cucina, camera matrimoniale e bagno. Nella struttura sono presenti anche uno spazio comune, una lavanderia e gli uffici per gli operatori. «Le famiglie non verranno selezionate in base a graduatorie o rigidi parametri, ma secondo gli elementi che raccogliamo dai nostri centri di ascolto, dalle associazioni e dalle parrocchie» spiega Andrea Caldelli, presidente del Cesvot. «I nostri saranno interventi mirati verso ogni singola situazione» aggiunge Fabio Sciarretta, presidente de “Le Querce di Mamre”. (l.s.)
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