Sicurezza
L’Amarugi ribelle non paga la Tarsu e presenta ricorso
L’ex consigliere comunale, avvocato, vuole aprire un fronte Il problema sta nella mancata applicazione della Tia
di Gabriele Baldanzi
GROSSETO
L'ex consigliere comunale Tania Amarugi, avvocato, ha presentato ricorso alla Commissione Tributaria per essere esonerata dal versamento della Tarsu 2010 relativamente alla propria abitazione e allo studio legale.
Il Comune di Grosseto si costituirà in giudizio per dimostrare che le considerazioni addotte dalla Amarugi non sono giuridicamente fondate.
Ma perché l'avvocato Amarugi ha deciso di imbarcarsi in questa impresa? Lo abbiamo chiesto alla diretta interessata: «Perché a mio avviso - spiega - la Tarsu non è più applicabile proprio dall'anno 2010 e, con il mio ricorso, vorrei aprire un fronte giuridico con vantaggi per tutti. Non solo. Siccome ci sono sentenze della Cassazione che hanno dichiarato illegittima l'applicazione dell'Iva sulla Tarsu ho chiesto anche il rimborso dell'Iva per gli ultimi dieci anni. Non voglio entrare nel dettaglio del mio ricorso per rispetto della Commissione Tributaria, che presto dovrà valutarlo».
In effetti, periodicamente, negli ultimi anni, si ha notizia di associazioni, patronato, cittadini che contestano il mancato passaggio da Tarsu a Tia. La questione però è più complicata di quanto possa sembrare.
Andiamo con ordine. Bisogna innanzi tutto distinguere tra tassa e tariffa. La tassa è un tributo, una prestazione patrimoniale imposta a prescindere da altri fattori, che trova la sua fonte nella legge. La tariffa può essere definita come un prezzo per un servizio reso, determinato da qualche autorità pubblica. Un corrispettivo, insomma. È tariffa, per esempio, la bolletta del servizio idrico integrato.
Il Decreto Ronchi - il 22/1997 - ha previsto che i comuni istituissero una tariffa per la copertura integrale dei costi per lo smaltimento dei rifiuti, sicchè può dirsi che dal 1997 la Tarsu è (o avrebbe dovuto essere) sostituita dalla Tia (Tariffa Integrata Ambientale). Lo stesso decreto, con complesso regime transitorio, prevedeva l'abolizione della Tarsu. Di rinvio in rinvio il legislatore ha concesso termine ai comuni fino a tutto il 2009 per sostituire gradualmente la Tarsu con la Tia.
Nel 2006, tuttavia, il legislatore, con il Decreto 152/2006 ha introdotto la cosiddetta tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, che costituisce un corrispettivo della Tia. Da tutta questa complessa successione di norme deriva che ci sono Comuni in cui esiste la Tarsu (Grosseto per esempio), altri in cui esiste la Tia (le vicine Livorno e Siena).
Anche Grosseto. Tra un anno esatto, però, anche Grosseto passerà alla Tia. Accadrà il primo gennaio 2013, data di inizio della nuova gestione del ciclo dei rifiuti. Per i primi tempi l'Ato ha previsto tre diversi sistemi tariffari per Siena, Grosseto e Arezzo, fino al 2018, quando la tariffa diverrà unica, con indubbi aumenti per i cittadini della Maremma che oggi, con la Tarsu, vedono una percentuale dei costi ancora coperta dai Comuni.
La Tia, però, ha anche dei pregi. E' perequativa, quindi gli abitanti di un territorio pagheranno sia in base alla quantità di raccolta differenziata, sia per quanto attiene gli investimenti previsti. Non solo. Con l'introduzione del sistema tariffario scatterà anche la questione della indicizzazione delle prestazioni. In altre parole: chi paga cosa. Ogni singolo Comune pagherà il servizio che richiede mantenendo il potere di scegliere sia la dotazione di servizi che le modalità di articolazione della tariffa applicata, sulla base di costi standard. Ci saranno degli indici prestazionali del servizio, rappresentati dai tempi necessari di impiego di mezzi e personale riferiti ai singoli servizi.
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